Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1892-1896; <> 1892-1896; MA
anno <1972>   pagina <425>
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Videa Liberale dal 1892 al 1896
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liani scoppiati nel luglio del '93, l'autoritarismo di Criapi non trova sulla rivista una condanna chiara e unanime.
Premesso che lo Stato non deve occuparsi delle regioni più povere ed arretrate, né costringere quelle più evolute e civili a sacrificarsi, la discus­sione, sulle colonne dell'Idea, si accentra sulla legittimità dello stato d'assedio, in Sicilia, dichiarato da Criapi mentre il Parlamento era chiuso. Su questo argomento l'ortodossia liberale del giornale vacilla: la deplorazione dei re* dattori si limita alla constatazione della mancanza di una legge che regoli lo stato d'assedio, mentre la repressione di Criapi è giustificata come necessità né triste, né allegra, ma semplicemente necessità . Nei limiti della sua vera funzione spiega l'Idea lo Stato dev'essere formidabile: quando fa giustizia o tutela l'ordine pubblico, più è spietato, meglio è: ogni atto di dolcezza, è un atto di debolezza e quindi un tradimento verso coloro che lo pagano e lo mantengono: lo Stato è un gendarme e non un filantropo . )
Il provvedimento certamente illegale, perché non ratificato dal Parlamento, era giustificato dalla gravità della situazione; chiuse le Camere, il governo doveva agire e anzi la sua opera fu, secondo Vidari, provvida e saggia .2) Di fronte a questa giustificazione dell'operato di Criapi, non manca la protesta di Vil­fredo Pareto, il quale accusa i moderati di secondare le continue violenze cri* spine alle libertà parlamentari, solo per il timore della rivoluzione socialista. La borghesia italiana afferma l'economista teme il socialismo e per fuggire i guai si fa schiava di un dittatore da essa stessa disprezzato quando non era al governo, e non intende come in questo modo affretti la temuta ca­tastrofe, mentre se pure i suoi errori, le sue colpe, i suoi delitti ancora lasciano ad essa via alcuna di salvezza, quésta sarebbe la via del rispetto alle leggi e del­la libertà. Ma della libertà vera... di quella che rispetta i diritti degli avver­sari come i propri], che condanna la prepotenza, venga essa da plebi o da ge­nerali o ministri.3)
"L'Idea, commentando l'articolo in una nota di redazione, conferma il giudizio già espresso sullo stato d'assedio; il provvedimento poteva essere giu­dicato una misura da giacobino, ma anche i non giacobini riconoscevano che senza misure ferree e straordinarie, il ristabilimento dell'ordine in Sicilia sa­rebbe stato impossibile. Pareto rimane amareggiato da tali precisazioni e lo scrive a Martinelli: Aspetto di leggere nell'Idea Liberale la difesa del de­creto col quale si proroga la Camera (...) Io non riesco a capire aggiunge come giovani che abbiano le due qualità dell'onestà e della cultura possano in­cappare in simili errori. (...) Sicché secondo ciò che pensa l'Idea Liberale si può sospendere lo Statuto, prorogare il parlamento per non rendere conto di quegli arbitri e nonostante quello rimarrà un paese retto costituzionalmente e non cól regime assoluto? (...) Mi duole vedere un partito giovane, che do­veva difendere la libertà, suicidarsi in questo modo. Mi addolora pensare che chi non vorrà star coi ladri e con coloro che trasgrediscono le leggi non
*) Cfr. I/IDEA LIBERALE, I fatti di Sicilia, in L'L L., 21 gennaio 1894.
2) E. Vua.ui, La Stalla e le guarentigie costituzionali, 21 gennaio 1894.
3) V. PARETO, Per la libertà* In L'I. L 28 gennaio 1894.
Sa chi b D. miglior arato del socialismo in Italia? - scriverà Pareto a Marti­nelli Crisp-i e i tribunali mi ih uri... in C. M., Lettera di Vilfredo Pareto a 6. Martinelli, Losanna, 11 giugno 1894.