Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1892-1896; <
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Mariella Rizzo
avrà altro scampo che farsi socialisti . '> Espressioni ironiche e conclusioni scettiche quelle del Pareto, ma che colpiscono nel segno : il suicidio del Videa nasce dulPaver voluto teorizzare una dottrina liberale solo o quasi esclusivamente in funzione antisocialista. Difendere la libertà, senza curarsi delle persone che ne godono , aveva avvertito Pareto nell'agosto del *92, rivolgendosi ai fondatori dell7rfea, mentre ora la paura del pericolo rosso Basta a spingere alcuni dei collaboratori del giornale verso soluzioni e metodi anti-liberali che rendono la rivista, anche se occasionalmente, alleata del suo gran nimico , Francesco CrispL2)
L'altalena di accuse e difese investe anche hi politica africana. Quando il generale Bara ieri nel luglio del '94 occupa Kassala nel Sudan e da più parti si applaude al successo italiano in Africa, l'Ai basi ni Scrosati invita Videa a superare il primo moto di soddisfazione e a non dimenticare che, tirate le somme, l'Italia non può darsi il lusso di una politica coloniale in* tenta alle espansioni e facile alle avventure. E FAlbasini ricorda, per giustificare le sue osservazioni, il disavanzo di 155 milioni nel bilancio, l'aggravarsi del peso fiscale, l'emigrazione (dovuta alla mancanza di capitali da investire nella terra), e infine le pessime condizioni di alcune regioni italiane. L'Italia deve pensare a vivere essa stessa sostiene l'Albasini e non a ridare vita agli altri. Deve pensare a incivilire se stessa e non i barbari. Si grida alla miseria. Si deplora che le Banche non abbiano capitali e non possano far fronte ai loro
-> C M., Lettera di Vilfredo Pareto a G. Martinelli, Ouchy, 24 gennaio 1894. In risposta Pareto doveva aver ricevuto una lettera rassicurante, se cosi scriveva da Losanna al redattore milanese il 31 gennaio : Caro signor Martinelli, ho letto con piacere la sua lettera nella quale trovo molte cose buone e se Ella e i suoi amici seguiteranno per la via che mi accenna gioveranno molto più dei conservatori giaco* bini alla difesa sociale. Faranno molto bene al Circolo Popolare di biasimare il governo giacobino del Grippi, I conservatori che lo approvano sono ciechi. Farebbero bene di leggere i libri di Taine, del Tocqueville, del Sorel e dopo, se non hanno proprio perduto il lame della ragione, capiranno che ora si stanno suicidando. Che cavano le castagne dal fuoco per i giacobini politicanti. Chi avrebbe mai detto ai tempi del Cavonr, del Ricasoli, del Sella che i conservatori italiani adorerebbero il Crispi!... Non posso lodare la borghesia italiana che infine non sa fare nulla. Essa ha governato e governa l'Italia e ci ha ridotto proprio a mal partito, senza alcun suo prò. Capisco la borghesia francese che si fa ricca colla protezione, il Panama e le banche, ma non intendo la borghesia italiana che fa male per amore dell'arte, senza nemmeno cavarne un qualche suo utile. I richiami a Taine e a Tocqueville sul-l'ancien regime, che Pareto faceva anche sulle Cronache del Giornale degli Econo* misti , non servivano, secondo De Rosa, per indurre i governanti ad adoperare la marnerà forte, ma perché si rendessero conto che l'origine del male era l'errata politica economica (V. PARETO, Lettere Hi., p. 410 n.).
2) La definizione era stata proprio di Domenico Olivo, il quale spiegava che Crispi era nemico dei princìpi liberali per istinto, per dottrina, per tradizione. Egli è l'incarnazione di quella mostruosa democrazia - - aggiungeva il direttore del setti* manale - - che ha fatto sue, in questi ultimi anni, le nazioni latine: la sovranità del popolo, ecco il suo motto; la onnipotenza di si (fai tu sovranità, ecco la sua meta..., in D. OLIVA, Crispi, in L'I, Ln 17 dicembre 1898. U giudizio negativo su Crispi, in questo articolo, investe il suo passato risorgimentale, democratico, il suo atteggiamento politico in genere fino al '93 ; infatti, quando il dittatore reprìme con energia 1 fasci siciliani, e giunge, nell'estate del *94. notizia di alcuni successi in Africa, anche Patteggia mento di Oliva, come vedremo, non sarà più fieramente ami Crispino.