Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1892-1896; <
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Mariella Rizzo
francamente che se non si provvede Bene a surrogare il direttore me ne vado anch'io. Sotto certi asini io non starò mai: neppure un minuto a meno che nominassero me: in fondo ne avrei diritto; e saprei come fare...." Guido Martinelli intende infatti riportare Videa sulla via della difesa più intransigente della libertà in ogni campo; per dissipare gli equivoci determinatisi a proposito della politica e rispina, egli distingue, riprendendo il programma di Sorniani, la reazione antidemocratica dei liberali scientifici dalla democrazia conservatrice , ma antiliberale di Crispi. Il suo autoritarismo personale non era aristocrazia in senso evoluzionista, cioè trionfo e ego* verno dei migliori , ma di pochi rappresentanti i più , e Martinelli dimostra che un simile sistema di governo con tutte le sue protezioni, tutele, ingerenze, fastigi, glorie non avrebbe certamente fermato il fatale andare delle moltitudini, mentre avrebbe indebolito nella società italiana il senso di fiducia nella legge.21
Sono perciò duramente biasimate sulle colonne dell'/dea alcune illegalità del ministero Crispi in politica interna e cioè lo scioglimento nell'ottobre del 94 del Partito Socialista dei Lavoratori (atto che secondo i conservatori moderati non avrebbe giovato alla lotta contro il socialismo),) e il decreto di proroga della sessione parlamentare che testimoniava la violenza del potere esecutivo a danno del parlamento.4)
Lo stesso giudizio negativo investe ugualmente la politica economica, attraverso gli articoli di Edoardo Giretti,5' e la politica estera, che il senatore Clemente Corte definisce un errore, una illusione funesta >, riprendendo le motivazioni dell'Albasini Scrosati.6) Intransigente in tutto, Videa lascia invece cadere, proprio sotto la direzione del liberale scientifico più accanito, la diffidenza circa un accordo con i clericali nelle elezioni amministrative del 1895.
In quelle dell'anno precedente (nel giugno del '94), i moderati avevano ancora combattuto da soli, subendo una sconfitta nei confronti dei clericali e dei democratici.?) Le cause dell' inevitabile insuccesso erana state fatte risalire alla confusione di criteri, di nomi e di programmi nella lotta elettorale e alla mancanza di un grosso partito liberale-conservatore che raccogliesse tutti gli elementi avversi al socialismo ed al radicalismo, ma devoti lealmente alle patrie istituzioni ed ai principi di libertà e di civile progresso .8)
Per raggiungere questo scopo, per non rimanere solitari e inefficaci , Ca-netta aveva più volle respinto per i moderati dell'idea l'appellativo di liberali-
') GÌ M., Lettera di G. Martinelli a Neera, B.d. ma sicuramente dell'ottobre del *94.
2> Cfr. G. MARTINELLI, La democrazia conservatrice* in L'I. 'L.,:. 21 ottobre 1894. Gli stese! giudizi aveva già espresso nell'artìcolo La reazione antidemocratica, in li. JL, 4 febbraio 1894.
3) -f r Noterelle, Governo e socialismo, in L'/. L., 28 ottobre 1894.
4) Gfr. L'UBA LIBERALE, 11 nostro posto, in L'I. Ln 23 dicembre 1894 e C. CA-NETTA, // mantenuti ibidem,
5) E. GIRETTI, La franchigia delle materie prime, in L'I. L., 20 gennaio 1895. *) G. CORTE, Illusioni lunette* in ///. L., 20 gennaio 1895.
7) I moderati riporti!vano, nello elezioni amministrative del 17 giugno del 1894, 4500 voti contro i 5100 del cattolici, i 6000 dei radicali e i 1600 dei socialisti (cfr. F. PONZI, op. eh., p. 28).
) C. CAWETTA, Le elezioni amministrative in Milano, in L'I. L., 17 giugno 1894.