Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1892-1896; <> 1892-1896; MA
anno <1972>   pagina <430>
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Mariella Rizzo
francamente che se non si provvede Bene a surrogare il direttore me ne vado anch'io. Sotto certi asini io non starò mai: neppure un minuto a meno che nominassero me: in fondo ne avrei diritto; e saprei come fare...." Guido Martinelli intende infatti riportare Videa sulla via della difesa più intransi­gente della libertà in ogni campo; per dissipare gli equivoci determinatisi a proposito della politica e rispina, egli distingue, riprendendo il programma di Sorniani, la reazione antidemocratica dei liberali scientifici dalla demo­crazia conservatrice , ma antiliberale di Crispi. Il suo autoritarismo perso­nale non era aristocrazia in senso evoluzionista, cioè trionfo e ego* verno dei migliori , ma di pochi rappresentanti i più , e Martinelli dimostra che un simile sistema di governo con tutte le sue protezioni, tutele, inge­renze, fastigi, glorie non avrebbe certamente fermato il fatale andare delle moltitudini, mentre avrebbe indebolito nella società italiana il senso di fiducia nella legge.21
Sono perciò duramente biasimate sulle colonne dell'/dea alcune illegalità del ministero Crispi in politica interna e cioè lo scioglimento nell'ottobre del 94 del Partito Socialista dei Lavoratori (atto che secondo i conservatori moderati non avrebbe giovato alla lotta contro il socialismo),) e il decreto di proroga della sessione parlamentare che testimoniava la violenza del potere esecutivo a danno del parlamento.4)
Lo stesso giudizio negativo investe ugualmente la politica economica, at­traverso gli articoli di Edoardo Giretti,5' e la politica estera, che il senatore Clemente Corte definisce un errore, una illusione funesta >, riprendendo le motivazioni dell'Albasini Scrosati.6) Intransigente in tutto, Videa lascia in­vece cadere, proprio sotto la direzione del liberale scientifico più accanito, la diffidenza circa un accordo con i clericali nelle elezioni amministrative del 1895.
In quelle dell'anno precedente (nel giugno del '94), i moderati avevano ancora combattuto da soli, subendo una sconfitta nei confronti dei clericali e dei democratici.?) Le cause dell' inevitabile insuccesso erana state fatte ri­salire alla confusione di criteri, di nomi e di programmi nella lotta elet­torale e alla mancanza di un grosso partito liberale-conservatore che racco­gliesse tutti gli elementi avversi al socialismo ed al radicalismo, ma devoti leal­mente alle patrie istituzioni ed ai principi di libertà e di civile progresso .8)
Per raggiungere questo scopo, per non rimanere solitari e inefficaci , Ca-netta aveva più volle respinto per i moderati dell'idea l'appellativo di liberali-
') GÌ M., Lettera di G. Martinelli a Neera, B.d. ma sicuramente dell'ottobre del *94.
2> Cfr. G. MARTINELLI, La democrazia conservatrice* in L'I. 'L.,:. 21 ottobre 1894. Gli stese! giudizi aveva già espresso nell'artìcolo La reazione antidemocratica, in li. JL, 4 febbraio 1894.
3) -f r Noterelle, Governo e socialismo, in L'/. L., 28 ottobre 1894.
4) Gfr. L'UBA LIBERALE, 11 nostro posto, in L'I. Ln 23 dicembre 1894 e C. CA-NETTA, // mantenuti ibidem,
5) E. GIRETTI, La franchigia delle materie prime, in L'I. L., 20 gennaio 1895. *) G. CORTE, Illusioni lunette* in ///. L., 20 gennaio 1895.
7) I moderati riporti!vano, nello elezioni amministrative del 17 giugno del 1894, 4500 voti contro i 5100 del cattolici, i 6000 dei radicali e i 1600 dei socialisti (cfr. F. PONZI, op. eh., p. 28).
) C. CAWETTA, Le elezioni amministrative in Milano, in L'I. L., 17 giugno 1894.