Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1892-1896; <> 1892-1896; MA
anno <1972>   pagina <431>
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Videa Liberale dal 1892 al 1896
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individualistici-aristoeratioi , poiché la definizione facendo pensare ad una con-sonerìa, ad una élite* avrebbe sottratto alla loro influenzai le masse popolari: Il nostro compito* come partito sosteneva Cunetta deve essere quello di educare il popolo ai principi liberali. Aristocratici* adunque* di sentimenti, ma non disdegnosi del popolo, noi faremo in modo di elevare il livello morale ed intellettuale *.l> Non con l' astruso linguaggio della scienza i liberali si sarebbero dovuti rivolgere nel futuro agli elettori, ma presentando loro i teoremi della vita complessa del Comune, della Provincia, dello Stato . 2> Una politica più popolare (era in sostanza questo che proponeva Canetta) avreb­be giovato all'affermazione dei liberali deUTdea e contribuito a tagliare gli aitimi punti di contatto con la vecchia consorteria moderata; chiuso il pe­riodo preparatorio degli studi teorici* era ormai giunto il momento di scendere dal campo delle astrazioni a quello delle applicazioni , contro quanti pen­savano invece di sottrarre Videa Liberale alle lotte elettorali. Noi non ci sen­tiamo scoraggiati conclude Canetta perché siamo uomini nuovi e crediamo di avere per noi l'avvenire. In un giorno non si crea un partito, non si ot­tiene un seguito, ma si vincono le battaglie. E per quanto la ferma convinzione nei principi liberali ci ecciti a conquistare presto la pubblica stima* sentiamo tanto di preferire un successo ottenuto per le idee ad un successo ottenuto per transazioni . 3>
Nell'agosto del 1894, infatti* il settimanale milanese, di fronte alla venti­lata possibilità di una lista clerico-moderata per le elezioni generali ammini­strative* precisa che contro simili alleanze, le sue simpatie vanno a coloro che lavorano all'* epurazione anticlericale del partito moderato, contro una ten­denza pericolosa per il futuro della patria. *) I liberali scientifici non se la sen­tono di compromettere il loro passato, la loro libertà di azione per un accordo che rientra in quella politica di mezzucci , di confusione d'idee e di partiti* da loro più. volte condannata. E Guido Martinelli difenderà fino all'ultimo la posizione d'indipendenza del suo giornale, anche quando la maggioranza del Circolo Popolare il 15 gennaio del 1895 vota a favore della formazione di una lista clerico-moderata per le elezioni amministrative del 10 febbraio, in tal
1) C. CANETTA, Instauratio ab imis, in L'I. L.T 29 ottobre 1893.
2) A. CASTIGLIONE-C. CANETTA, Politica, Dopo le elezioni amministrative, UI. L., 24 giugno 1894. Sui mancati rapporti tra il portilo moderato e le classi popolari, così affer­mava Canetta: 1 moderati si ostinano a tenere chiuse e strette le fila del loro partito e perciò non vedono che i soliti uomini loro... Che cosa hanno saputo fare i moderati per mettersi a contatto col popolo, per predicargli le loro idee, per elevarne il grado di caluma, di moralità e di equità? Non è forse una delle grandi accuse che si muo­vono al partito moderato questa, di aver trascurato i nuovi elementi entrati nella vita pubblica coll'allargamento del suffragio? Non è forse per molti l'ideale organizsa-zione del partito quella che lo ridurrà ad una strettissima aristocrazia? Come, adunque potranno i moderati arrogarsi il diritto di giudicare " a priori " l'efficacia di ima propaganda non nuli tentata e la capacità educativa di una massa, che e a loro sco­nosciuta? ... io penso - - continua Canetta - - che alta e nobile è. la missione di un partito, quando non si prefigge soltanto la espressione del sentimento di pochi indi­vidui* ma intenda ad elevare intorno a ai la media della cultura ed a propagare i principi di un creduto benessere futuro... >.
3) Ibidem.
*) Cfr. E. B., L'IDEA LIBERALE, Liberali e clericali, in L'I. L., 12 agosto 1894.