Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1892-1896; <
> 1892-1896; MA
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1972
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433
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Vìdea liberale dui 1892 al 1896 433
Ambrogio Camelli, Carlo de Herra, Odoardo De Marchi e Ulisse Gobbi per fl consiglio comunale; Bussano Gabba e Antonio Castiglione per il Consiglio Pro-v i nei ale.ìl
L'espediente elenco-moderato appoggialo dal governo ottiene un note* vole saccesso: il nuovo consiglio comunale milanese, uscito dalle consultazioni elettorali dei 10 febbraio, è formato infatti da ben 41 moderati, 17 cattolici contro 20 radicali e 2 repubblicani.2)
Il numerò elevato del liberali entrati a palazzo Marino non vale però a commuovere ed esaltare i giovani dell'/dea, i quali, assolto il proprio dovere, secondo le decisioni della direzione del Circolo, sembrano frettolosi di riprendere la propria posizione polemica. Essi credono, e lo ripetono ad elezioni avvenute, che il partito liberale moderato avrebbe dovuto svolgere da solo, se non fosse stato così diviso, il compito di difendere la libertà e l'ordine contro le forze democratiche, senza ricorrere ad appoggi esterni. Nelle elezioni amministrative afferma Videa l'appoggio fu trovato tra i conservatori cattolici. Gli scopi immediati di questa unione sono questi: conservare le tradizioni d'ordine e di rispetto alla legalità, formare un'amministrazione temperata, aliena dalle lotte politiche, impedire le offese alla coscienza religiosa e le invasioni dello spìrito settario. Subito dopo l'autore dell'articolo si affretta a aggiungere: Però anche una vittoria elettorale di questo connubio, se potrà per avventura evitare un disordine immediato, non sarà per se stessa una causa di soddisfazione durevole per noi. Occorre che il punto di concentrazione degli elementi conservatori sia dato dai liberali .3) In sostanza per i moderati dell'Idea, così come appare dalle colonne del settimanale milanese, il contratto clerico-moderato non offre una soluzione ideale, efficiente, destinata a durare, per sbarrare il passo ai demo-socialisti, ma piuttosto un ripiego, forse inevitabile, che essi hanno subito, ma del quale desiderano liberarsi al più presto per riprendere a combattere soltanto con le proprie forze. Antonio Castiglione, rispondendo alla lettera di un vecchio moderato , che definiva l'alleanza dei liberali con i clericali un nuovo trasformismo , la giustificava con l'eccezionalità del momento: le masse credenti dovevano rendersi conto da quale parte stava il rispetto della libertà, se con i liberali o con gli avversari. Ma da qui a parlare di trasformismo sembra un po' troppo a Castiglione, il quale fa notare che i programmi non si sono confusi e che la convergenza è solo temporanea : Se gli amici dell'/dea Liberale, per rimanere a Palazzo Marino, transigeranno col programma liberale per avere appoggio in nuove elezioni dalle schiere cattoliche, allora avrà ragione il critico nostro di flagellare con la caustica sua prosa gli amici miei; e non sarà il solo a farlo .4)
Se escludiamo però la posizione favorevole di Castiglione, è evidente che,
) Cfr. la rubrìca Noterelle >, in /.'/. /,., 10 febbraio 1895.
2) II successo dei moderati fu dovuto In maniera determinante ni voti dei cattolici, poiché la revisione delle liste elettorali, in base alla legge dell'I 1 luglio 1894, che avrebbe dovuto favorire il successo dei conservatori, a Milano non ebbe conseguenze rilevanti. Cfr. F. FONZI, op. cit* p. 362 e egg.
3> L'IHEA LIBERALE, Le elezióni amministrative a Milano eit.
4) A. CASTIGLIONE, Politicai in L'I. ., 17 febbraio 1895.