Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1892-1896; <> 1892-1896; MA
anno <1972>   pagina <436>
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Mariella Rizzo
Infatti il 19 maggio la rivista, premesso che il suo campo di azione non è politico, ma quello sereno delle discussioni scientifiche e sociologiche , pro­pone solo i nomi di pochi e dei più rigidi nomini di destra e cioè Colombo, Car­mine, Prinetti, Gavazzi; il 26 maggio raccomanda anche i nomi di Ferrano, Gabba, Cunetta, Casnati, Ambrosoli, Rubini, Sorniani e Conti.*)
I risultati delle consultazioni elettorali del 26 maggio e del 2 giugno, mentre riuscivano in genere favorevoli al ministero, decretarono la sconfitta di Crispi in Lombardia, dove, contro 24 ministeriali, erano eletti 22 deputati di opposizione costituzionale, 13 radicali e repubblicani, 4 socialisti. A Milano, dove il mancato intervento dei cattolici (ubbidienti all'astensionismo politico) aveva indebolito la forza dei moderati erano aumentati in tutti i collegi cittadini i voti dell'estrema e nel Y veniva anche eletto il socialista Nicola Barbato.2)
L'affermazione delle forze di estrema sinistra fa ripetere ai collaboratori dell'ideo, come invariabilmente succedeva nei commenti post-elettorali, l'invito a sostituire al governo reazionario di Crispi uno veramente liberale;3) l'antico appello come afferma Fonzi questa volta diviene però più esplicito e pressante. È invocata con urgenza l'unità del partito liberale poiché, se un insegnamento era uscito chiaro dalle elezioni, era proprio questo: che gli in­transigenti più puri da soli non avrebbero potuto né combattere, né vincere. Intorno a questo problema ruota la polemica dell'/dea : la preoccupazione di Canetta, che i moderati del settimanale milanese fossero troppo aristocratici, viene avvertita da più collaboratori i quali propongono, anche se con conclu­sioni diverse, di aprire le fila ad altre forze. Se infatti c'è chi suggerisce unità di azione e di metodo di tutte le forze moderate milanesi (Costituzionale e Circolo Popolare) per un forte partito conservatore,4) Edoardo Giretti propone invece la distinzione dei liberali (quelli dell'Idea) dai conservatori ed un'alleanza con i socialisti in base al loro programma minimo per avvicinarsi alle istanze delle classi più popolari : Si scandalizzi chi vuole sostiene Giretti , per me un partito liberale vero e proprio sorgerà solamente il giorno in cui noi avremo il coraggio di imitare e seguire i socialisti nella propaganda popo­lare dei nostri principi!. Fino a quel giorno ci saranno dei liberali come ci sono degli astronomi e dei grecisti, ma essi non formeranno mai un partito, il quale possa pretendere di esercitare qualche influenza nello svolgimento della vita e del pensiero nazionale..5)
a Roma. Cfr. F. CHADOD, Storia della politica estera dal 1820 al 1896, Bari, 1951, e J. VOISENE, La dernier Alfieri, Lettres inèdite du Sénateur Carlo Alfieri di Sostegno à la Baronne Biase de Bury (18894893), Lille, 1960. i) Cfr. IDEA LIBERALE, in UL L., 26 maggio 1895.
2) Cfr. Fi FONZI, op. eh., p. 455.
*) Cfr. ITAUCUS, Vara del coraggio, in UL L., 9 giugno 1895.
*) IPSILON, ha disorganizzazione del partito moderato, in VI. L., 16 giugno 1895.
3) E. GIRETTI, Intransigenze di principi. Transigenza di metodi, in L'I. L., 28 lu­glio 1895;
Girétti aveva lamentato più volte l'incapacità dei liberali dell'idea di dare alla loro propaganda un indirizzo più pratico e più popolare. ...Dal punto di vista delia conservazione sociale - - scriveva a Martinelli mi sembra oggi molto più utile ed efficace l'opera di un partito d'azione liberale-democratico che non la ripe­tuta affermazione di teoriche scientificamente conservatrici ed aristocratiche... Per conto mio, quando vedo intorno a me il popolo diventare ogni giorno di più vittima