Rassegna storica del Risorgimento

BERGAMO ; MAZZINI GIUSEPPE ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1920>   pagina <64>
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AU'imbrunire del 30 luglio, dal treno ferroviario sul quale ave­vano preso posto, Garibaldi e la sua colonna discesero a Treviglio, per riprendere il viaggio a l'alba del giorno seguente marciando su Bergamo.
H primo ingresso dell'Eroe in questa città avvenne per ciò la mat­tina del 31,, accolto dagli evviva dei cittadini, che riponevano in lui ogni speranza di salvezza. Accettò l'ospitalità offertagli dai fratelli Gabriele e Gio. Battista Oamozzi, nel loro palazzo di via Bocchetta, per la seconda volta, a quattro mesi di distanza, trasformatosi in qnartier generale della libertà bergamasca.
I militi di Garibaldi andarono ad alloggiare parte fuori della piana città al Lazzaretto, parte nell'alta al Seminario vescovile. Lo stuolo dei legionari italiani venuti d'oltre oceano col duce glorioso ve­stiva la camicia ressa ; taluni inforcavano cavalli bardati alla foggia americana. .Gli altri volontari presentavano una strana mescolanza di soprabiti borghesi, di Icitters (giubbe di tela abbandonate dagli au­striaci ai topi dei loro magazzini), di costumi all'italiana in velluto nero, di cappelli a cilindro ed alla calabrese con piume, coccarde e na­stri tricolori. La stessa confusione e varietà si verificava nelle armi. Quella nostra balda gioventù ne brandiva d'ogni sorta':- ducili.a percussione ed a pietra focaia, siler austriaci, carabine svizzere, schioppi da caccia e vecchi catenacci tolti a qualche museo. Muni­zioni poche, nessun cannone. Nondimeno la colonna, cosi male ar­mata e peggio equipaggiata, era condotta da ufficiali di gran valore, istruiti alla scuola ed all'esempio del loro comandante. Tranne alcuni che vie più illustrarono i propri nomi in successive guerre, tutti morti, in pochi mesi, combattendo in Lombardia od alla difesa di Roma repubblicana. 3,
Nel giornale di Bergamo V Unione, diretto da Gabriele Rosa, (18 lu­glio) si legge : Quantunque abbia empito il mondo di sé, qui a molti riesce novissimo il nome di Garibaldi . Però il cenno biografico pub­blicato dalla stessa Unione, e le notizie che dell'eroe di Montevideo portavano i giornali di Milano, lo resero subito popolare anche in Ber­gamo, ove la sua presenza rinfrancò gli animi di tutti. Basti la testi­monianza di Gio. Battista Oamozzi che scrisse : .Preceduto da fama d'eroismo senza pari, non è'a; dirsi con quali dimostrazioni venisse ac­colto da questa nostra cittadinanza .
La triste notizia della battaglia di Oustoza, ch'ebbe por effètto la Stirata dell'esercito piemontese dalia liiea di combattimento sul Min-