Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DI STATO DI ROMA FONDI GIUDIZIARI; REPUBBLICA ROMANA 1
anno <1972>   pagina <448>
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LIBRI E PERIODICI
LEOPOLDO CASSESE, Scritti di storia meridionale, a cara di ANTONIO CESTAHO e PIETBO LA VEGLIA con una premessa di Gabriele De Rosa; Salerno, Pietro La veglia edi­tore, 1970, pp. XXV456. L. 5.000.
Scritti in memoria di Leopoldo Cassese (Università degli Studi di Salerno, Collana di Studi e Testi, VII); Napoli, Libreria Scientifica Editrice, 1971, 2 volL, pp. 425, 293, S.p.
A dieci anni di distanza dalla sua prematura scomparsi!, vede la luce questa rac­colta di Scritti di storia meridionale che Leopoldo Cassese mise a punto durante la sua breve ma operosa esistenza. Nato ad Atripalda, in provincia di Avellino, il 20 gen­naio 1901, Cassese, dopo aver diretto l'Archivio Provinciale di Stato dell'Aquila, era passato a dirigere l'Archivio di Stato di Salerno, ufficio che conservò fino a quando, primo in Italia, nel 1951 consegui la libera docenza in archivistica, materia che inse­gnò dapprima a Napoli e quindi a Roma, unitamente con la storia degli archivi, fino all'anno della morte.
Come ai può dedurre da queste rapide notizie, desunte dalla introduzione compi­lata da Pietro Laveglia, Cassese dunque, più e prima che uno storico strìdo sensu, fu uno esperto conoscitore di archivi, e questa conoscenza, che nel caso del materiale depositato presso l'Archivio di Stato di Salerno era particolarmente vasta, egli mise a frutto nella composizione degli scritti che qui ci vengono presentati. Diremo subito che le ricerche di Cassese interessano essenzialmente la storia dà Salerno e della sua provincia e prendono in esame, a parte il primo saggio su Le bonifiche nel Mezzo­giorno d'Italia nel periodo spagnolo, quell'arco di tempo che va dai prodromi del 1799 all'immediato post-Risorgimento : un complesso di dieci saggi, incluso quello citato, dei quali i due di piò ampio respiro e cioè Giacobini e realisti nel Vallo di Diano nella rivoluzione del '99 e Contadini e operai del Salernitano nei moti del *48 ap­parvero entrambi sulla Rassegna storica salernitana rispettivamente nel 1949 e nel 1948. Di questi dieci saggi tre vengono pubblicati ora per la prima volta: La pro­vincia di Salerno dalla spedizione di Sapri alla vigilia dell'Unificazione, La lotta per l'Unità nazionale nel Salernitano e Aspetti della uita intellettuale a Salerno dopo il '60 e gli studi intorno al Risorgimento.
L'organicità ohe lega tra di loro tutti questi lavori sta probabilmente a dimo­strare che non dovette essere estranea al piano di lavoro di Cassese l'idea di portare a termine una vera e propria storia di Salerno durante il Risorgimento. Ih lui l'inte­resse per Salerno doveva derivare non tanto e non solo dal fatto di essere stato il di­rettore ed il eistematore dell'archivio locale, quanto dal desiderio di colmare la la­cuna provocata dalla carenza di lavori su di una zona che per la vicinanza a Napoli e le particolari strutture sociali ed economiche forte presenza di capitale straniero, classi contadine irrequiete e insoddisfatte, borghesia incerta e timorosa di mettersi a capo di un processo rivendicativo per la paura di esserne travolta poteva senza dubbio costituire un campione di primaria importanza per lo studio della storia so­ciale dello Stato meridionale nell'Ottocento.
Quando Cassese si orientò verso queste ricerche, al termine di un fervido trava­gito interiore che lo aveva portato ad abbracciare le tesi marxiste, o presunte tali, era animato dalla volontà di Cure un tipo nuovo di storia e di contribuire per la sua parte al dibattito aperto dalla pubblicazione del volume di Emilio Sereni, E un contributo egli riusci effettivamente a dare, anche se, a leggere 1 suoi scritti a distanza di tanti anni, salta subito agli occhi quella specie di manicheismo che non è che l'altra faccia di una superficiale, emotiva valutazione della coscienza e delle capacità rivoluzionarie delle masse contadine. Quindi precisione e puntualità nella ricerca degli elementi sto-