Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DI STATO DI ROMA FONDI GIUDIZIARI; REPUBBLICA ROMANA 1
anno <1972>   pagina <451>
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Sto infine sottolineare come il non aver esitato a pubblicare questo che è' un. chiaro ridimensionamento della questione meridionale sta a dimostrare l'estrema onestà scien­tifica dei compilatori.
A completare l'elenco dei contributi ohe compongono il secondo volume restano il saggio di Antonio Cesi aro su Anarchici e Clericali a Napoli nei rapporti del Prefetto Sanseverino (1881-1887), interessante documento sulla crisi del movimento anarchico napoletano dopo la ioga di Francesco Saverio Merlino in seguito ad ima condanna, e il breve articolo su Bkunin, Gramsci, Sturzo e il clero meridionale in cui Gabrielle De Uosa opera il totale ribaltamento di una affermazione gramsciana) quella in cui Gramsci sosteneva che l'espropriazione dei beni ecclesiastici aveva colpito molto di pia il Sud che il Word. Un po'* perplessi ci ha lasciato il sentir dire che in Gramsci, nella descri­zione che egli dà del prete meridionale, non c'è ombra di anticlericalismo o preto-fobia (p. 282): stando alla citazione con cui De Rota apre il suo lavoro, risolta in­vece che a giudizio di Gramsci il prete meridionale si pone di fronte al contadino come un amministratore da combattere, come un usuraio e come un donnaiolo.
GIUSEPPE MONSACRATI
DEREK BEAI.ES, The Risorgimento and the Unification of ltaly (.Historical Problema: Studi es and Documenta, 11); London, George Alien and Unwitn Ltd, IP71, in 8, pp. 176. . 1.40.
Autore di un prezioso ma contestabile, e contestato, lavoro su Engìand and ltaly, 1859-60 (Londra, 1961) e di uno studio sull'Inghilterra Front Castlereagh to GUuhtone, 1815-1885 (Londra, 1969), Derek Beales, imo dei giovani leoni della storiografia inglese sul. Risorgimento, già allievo di Denis Mack Smith e attualmente fellow del Sidney Sussex College, presenta ora al pubblico inglese questo volumetto visìbilmente e di­chiaratamente ispirato nella impostazione del materiale ai lavori del suo maestro, al quale rende il dovuto ossequio nella introduzione e che tra l'altro -ha guidato la ste­sura del libro e ne ha rivisto il dattiloscritto.
H volume, che nasce dalle lezioni tenute da Beales agli studenti del suo corso, ha, come tatti gli altri che compongono la collana di cui esso fa parte, un fine essen­zialmente divulgativo, vuole cioè offrire ad un pubblico non di spe ci alasti la rico­struzione più chiara e più rapida possìbile del Risorgimento e spiegarne il signi­ficato attraverso l'analisi 'dell'origine e del progressivo affermarsi dell'idea nazionale. La novità, se così si può chiamare, sta nel punto di partenza, che non è il solito 1815 ma il 1748, perché anche se, come l'autore avverte giustamente, Nationalism cannot be found in the ltaly of the middle eighteenth century (p. 25), purluttavia alla se­conda metà del XYDLU secolo si debbono far risalire i primi sintomi del revival cul­turale, politico ed economico della penisola.
La parte propriamente storiografica del lavoro di Beales si spinge fino al 1861; a qnesta parte segue una lunga appendice in cui sono pubblicati brand e spezzoni di documenti, alcuni dei quali i passi alfieriard tratti dalle Memorie, quello preso da un'opera dell'illuminista Paolo Frisi, o anche brani di Cuoco e di Settembrini sono da considerarsi abbastanza originali per il lettore inglese.
Tenendo presento lo scopo divulgativo propostosi dall'autore, il volumetto si può ritenere riuscito, soprattutto dal momento che la sinteticità non è raggiunta quasi mai a scapito della precisione. Più discutibili i criteri che hanno presieduto alla scelta o meglio al modo troppo frammentario con cui sono stati pubblicati alcuni dei documenti. La cosa più interessante di tutto il lavoro è però, a nostro parere, l'avver­timento inolio frequente mila natura Idealistica della nostra cultura, un avvertimento che è quasi un esorcismo: più che come un popolo di santi poeti eto. ole, il nostro viene presentato come un popolo di filosofi troppo facilmente adusi a smarrire l'ag­gancio con problemi reali (Factsl Factsl : so la memoria non ei inganna, un ro­manzo di Dickens cominciava appunto' con qnesta magica parola, in cui si può sinte­tizzare il rimprovero che spesso ci muove Beales); donde la frettolosa liquidazione