Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DI STATO DI ROMA FONDI GIUDIZIARI; REPUBBLICA ROMANA 1
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1972
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453
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Libri e periodici 453
Caratterizzate da un acuto spirito d'osservazione e da uno sguardo aperto eolia realtà di quel tempo, le Memorie del Mazze! hanno da un certo punto di vista un valore storico superiore a quello delle numerose autobiografie e relazioni di viaggi ohe, in quegli anni, venivano componendo avventurieri e viaggiatori altrettanto famosi, quali L. Da Ponte, F. Baiatiti, G. Casanova. La presunta fratellanza spiri inaile del Mazze! con altre figure irrequiete del Settecento italiano e, in particolare, con Giacomo Casanova, il più noto fra questi, ai rivela del tutto esteriore dall'esame delle rispettive e Memorie. Il Casanova, infatti, volto ad offrire una rappresentazione organica e coerente della propria personalità, si lascia prender la mano, nei suoi Memoiires , da una volontà idealizzai ri ce che, se costituisce il più evidente segno delle sue possibilità di artista, rappresenta altresì il limite delie sue attitudini di storico. Al con-trario il Mazzei, privo di qualità letterarie e stilistiche, ma dotato di un intuito politico che gli permette di valutare e prevedere situazioni e sviluppi storici nella sua effettiva portata, si dimostra fonte sicura ed imparziale degli importanti eventi di cui fu testimone e attore al tempo stesso.
Avido dì esperienze nuove e sempre pronto al rischio e all'avventura, il Mazzei fu dapprima medico: in Asia Minore, quindi professore d'Italiano e commerciante a Londra. Durante il soggiorno inglese conobbe Franklin e Jefferson. Sensibilizzato da costoro ai problemi delle colonie americane, nel 1773 egli decise di trasferirsi in Virginia, ove dette un contributo attivo alla causa dell'indipendenza americana, sia attraverso un'intensa attività pubblicistica, sia con la diretta partecipazione al conflitto armato. Stabilitosi successivamente in Francia come agente diplomatico del re di Polonia, il Mazzei fu 'testimone oculare dell'altro fondamentale rivolgimento politico del XVIII secolo, la rivoluzione borghese del 1789. Reduce in patria, dopo altri no-merosi viaggi, tra il 1810 ed il 1813 si dedicò alla redazione delle sue Memorie,
A contatto con gli spiriti più aperti e più vivaci della società dei lumi >, F. Mazzei svolse un' ruolo fondamentale come tramite culturale fra nuovo e vecchio mondo. Figura emblematica del cosmopolitismo culturale del secolo XVIII, (egli) appartiene, come sottolinea A. Aquarone, non alla storia delle idee, ma alla storia non meno importante della circolazione delle idee.
ANNA MARIA MII.ONE
-ANTONIO MAMBELU, 1 Romagnoli nelle armate napoleoniche Stati di servizio, elenchi e documenti, note biobibliografiche; Forlì, a cura della Cassa dei Risparmi, 1969, in 8*, pp. XXXVII-291. S.p.
Alla partecipazione italiana nelle guerre napoleoniche ci si è molto spesso rivolti specie durante l'Ottocento -- con due diversi sentimenti: con amarezza, pensando al sangue versato da un capo all'altro d'Europa per una causa che, nonostante tutto, era e restava < francese j, e con orgoglio, sottoRneando l'eroismo dimostrato dagli Italiani nelle grandi battaglie napoleoniche. Ormai da tempo, però, non ci sì limita più a considerare l'argomento come fatto a sé stante, destinato, quindi, ad essere oggetto di amare querimonie o di glorificazioni, ma si tende ad inquadrarlo e ad esaminarlo nel più vasto contesto degli aspetti positivi o negativi che il periodo napoleonico ha rivestito per l'Italia. Indubbiamente Napoleone ha avuto il grande merito di accelerare la maturazione di un pensiero politico nuovo e di diffonderlo presso coloro ed erano nobili, borghesi, e non pochi popolani - - che non erano stati raggiunti (e forse non lo sarebbero mai stati) da quei fermenti prevalentemente culturali che, in precedenza, avevano rappresentato i primi aneliti ad un Risorgimento. Sotto questo aspetto, la pur-terìpazione di tanti Italiani di diverse regioni allo guerre napoleoniche acquista un valore nuovo : significa un allargamento della visuale -<al di là del campanile della città o del paese; significo prendere coscienza del proprio valore e delle proprie possibilità e, quindi, uscire dalla acquiescenza con cui, al di fuori di -alcuni isolati episodi eroici, si guardava agli avvenimenti di casa nostra; significa, infine, essere contagiati da quegli ideali di rinnovamento che circolavano per l'Europa, ideali non legati esclusiva-