Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DI STATO DI ROMA FONDI GIUDIZIARI; REPUBBLICA ROMANA 1
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1972
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454
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454 Libri e periodici
mme all'epoca napoleonica, ma che al contrario, proprio dopo Waterloo ed il Con gresso di Vienna si trasformarono e si svilupparono su basi concrete.
A queste considerazioni si presta il presente volume di Mani belli; con un pa-ziente lavoro archivistico e di biblioteca, l'À. è riuscito a ritrovare i nomi dei Roma* pioli che hanno combattuto nelle armate napoleoni die e li ha qui -riuniti aggiungendo, accanto alla maggior parte di essi, stati di servizio e note biobibliograiìche. E proprio questi stati di servizio e queste note biobrblio grafiche danno risalto e conferiscono peculiare valore a quest'opera : da essi apprendiamo che molti dei reduci romagnoli, tornati in patria, aderirono alle sette segrete e che la stragrande maggioranza di essi, per non dire la totalità, partecipò alla rivoluzione del 1831: testimonianza questa che più di ogni ragionamento ci dà la misura dell'importanza che ebbe per tanti Italiani l'esperienza napoleonica.
Sfogliando le pagine del labro, incontriamo i nomi assai significativi di Francesco Berti, compagno di sventura dei fratelli Bandiera, di Eduardo Fabbri, di Giuseppe Sercognani, di Pier Damiano Armandi e del discusso padre di Felice Orsini.
Questi però sono nomi noti e su cui è già fiorita una vasta letteratura ; ci pare più indicativo segnalare un nome meno noto - Vincenzo Fattibont, ad esempio per dare un'idea più esalta del valore del lavoro di MambeHi.
Vincenzo Faitiboni..., capitano della Guardia Nazionale in pata-ia. Capo Battaglione nell'impresa di Murai, fu al seguito del Re ad Ancona. Carbonaro arrestato la notte dal 24 al 25 novembre 1817 per aver preso parte al tentativo di Macerata del 24 giugno prec. Condannato al carcere perpetuo il 6 ottobre 1818, quindi, per commutazione di pena a 10 anni di detenzione, scontati. Fu deputato di Cesena alla Assemblea delle Provincie Riunite in Bologna nei moti del *31, poi esule in Confò, ritornato dopo alcun tempo alla città natale .
ROMANO UGOLINI
La Missione Consalvi e il Congresso di Vienna. I serie: 1814-1830, voi. H, 1 ottobre 1814-30 gennaio 1815, a cura di ALESSANDRO ROVERI (Fonti, per la storia d'Italia, 115); Roma, Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, 1971, in 8, pp. X-624. L. 5.500.
Il secondo volume della presente raccolta di documenti, che ai raccomanda per l'accuratezza e la scelta, offre la continuazione di una ricostruzione documentario, che deve risalire agli studi di p. Ranieri e deli'Omodeo per trovare qualche importante addentellalo ; in realtà poiché sono interdipendenti i problemi della politica pontifìcia, a confronto con quella delle maggiori potenze al Congresso di Vienna, e della restaurazione dello Stato pontificio nei primi mesi dopo la liberazione, assai frequenti sono i dispacci in cui le questioni internazionali si riconnetìtono con le questioni di politica ecclesiastica, o interna, con le preoccupazioni per Iti ' cessione ' di territori dello Stato o per l'ingerenza degli alleati anche nella riorganizzazione interna dei vari paesi. Se la prima presa di contatto del Consalvi, nelle sue missioni a Parigi, a Londra e a Vienna, aveva permesso una vera e propria ricognizione intorno all'orientamento delle maggiori potenze quanto ai problemi generali ed alle soluzioni possibili per qnel che concerneva gli Stati italiani, è da dire ohe le difficoltà avrebbero avuto inizio col cominciamento del Congresso, con i compromessi e gli eventuali compensi scaturiti durante le discussioni e i colloqui privati .
Già dai primi dispacci -del Consalvi si intendono da un lato alcuni aspetti dei maneggi diplomatici (scontentezza del Francesi; riserbo dello Zar e dell'Inghilterra ; problemi relativi al re di Sassonia e al Murai; schermaglie preliminari del Congresso; situazione diplomatica generale, pp. 135 e agg.), e dall'altro ai imtrowedono alcune tendenze di fondo e alcuni problemi della politica vaticana (difesa dei diritti della Santa Sede, ripristino o meno dei gesuiti, affari ecclesiastici in Inghilterra, Venezia, Coirà ecc., questione delle Legazioni e delle Macche ecc.). Mentre, in ottobre, pessimistiche previsioni erano espresse dal Conealvi cèrea la restituzione delle Legazioni (p. 143),