Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DI STATO DI ROMA FONDI GIUDIZIARI; REPUBBLICA ROMANA 1
anno <1972>   pagina <456>
immagine non disponibile

456
Libri e periodici
La nobile figura del Martire padre e sposo ha ora una degna cornice ad opera dì Alfonso Morselli che nel < Quaderno 8 edito dal Comitato modenese del­l'Istituto per la storia del Risorgimento presenta una famiglia la sposa ed i figli -degna di accogliere non solo quella eredità di affetti di cui canta il Foscolo, ma anche particolari impegni morali e patriottici consacrati dall'eroismo e dal sacrificio.
L'A. che nella bibliografia storica modenese ed in quella relativa a Ciro Menotti occupa un posto d'onore, con un primo capitolo che contiene < notizie introduttive (premesse alcune considerazioni sulla lettera commovente che il Padre scrisse poche ove prima di morire), ci fa conoscere con rapidità di racconto, ma con efficacia sorprendente Francesca Moreali, l'innamorata di Ciro che, corrisposta da eguale amore, diventa la sua sposa e la madre dei suoi figliuoli.
I personaggi e ramiti onte sono ritratti e presentati al lettore con tale naturalezza che non si può a meno di vìvere e sentire la vita di quei giorni lontani come vita nostra soffusa di quelle tenerezze e nobilitata da così grandi ideali. Domina si può dire in queste prime pagine quell'angoscioso grido del Martire angoscioso e vMle ossia sentiamo presenti le sue reiterate parole di raccomandazione per i figli che lascia orfani, ma affidati a così nobile Mamma; le parole di quella lettera che alla vedova fu consegnata diciassette anni dopo, per motivi che non si conoscono, ma che anche oggi sollevano il sospette e lo -sdegno.
Seguono alle notizie introduttive, i quattro capitoli dedicati ai quattro figli: Achille, Polissena, Adolfo e Massimiliano.
Tali biografie tenute nella giusta misura e nella loro naturale coordinazione ci assicurano che i figli sono veramente degni di ricordo e di avvicinamento ai loro genitori. Non di rado l'A. lascia posto ai documenti, alle lettere, e sempre affida le circostanze di minor rilievo e le precisazioni bio-bibliografiche elle note a pie di pagina.
Singolare è la personalità dì Achille, il primogenito, che studia nelle scuole di Francia, che ha nel sangue il bisogno di peregrinare, di conoscere paesi d'Europa e di altri continenti, che quando si ferma preferisce Torino, ma accetta come un dovere di rappresentare la provincia natale nell'Assemblea Costituente e poi nel Parlamento italiano, e probo e modesto preferisce i suoi studi e le sue peregrinazioni, finché ap­pena sessantenne chiude la sua esistenza nell'amata Torino.
Commovente ed affascinante la rievocazione di Polissena, la secondogenita nata nel 1820 e morta il 19 febbraio 1860. Ammirabile anche per elevatezza di ingegno e di cultura acquisita particolarmente nei soggiorni di Firenze, di Lucca e di Siena, Polis­sena è la bella vestale del tempio domestico, che pur di assistere la madre colpita da paralisi, rinuncia a tutto, e la segue nella solitudine di una dimora di campagna, una rozza villa, in riva a un lorrentaccio .
Più brevi le pagine dedicate ad Adolfo ed all'ultimo dei figli li nome Massimi­liano. La figura di Adolfo scrive l'A. è rimasta, tra quelle dei fratelli Menotti, la meno ricca di luce e di memorie, la meno compiuta agli occhi dello storico , Stu, dente a Parigi nel 1842 e dopo, conseguì il baccellierato, ma poi non frequentò l'Uni­versità.. Nella primavera del '47 era in Italia ; nel '59 fu a sua volta deputato all'Assem­blea delle Provincie modenesi per il Collegio di Carpi, e fece parte di pubbliche amministrazioni. Morta la madre nel 1861, si stabilì a Spezzano nella casa materna, e qui si spense il 27 aprile 1872.
Breve Ò anche il capitolo che ricorda Massimiliano, il quarto dei figli. La sua vita è dedicata alla carriera militare. Combattè alla Cernala e si distinte per valore a Magenta ed a San Marano comandò poi un battaglione di Bersaglieri modenesi del l'esercito della Lega agli ordini di Garibaldi negli ultimi mesi del '59. Coraggioso si dimostrò nelle Marche durante la campagna del 1860, ed anche nella guerra del 1866. Raggiunse nel 1877 il grado di tenente generale, e fu deputato al Parlamento dieci anni dopo. Ebbe grande prestigio anche per II patriottico casato, e si spense il 10 giugno 1885. Era stato in ogni momento geloso custode della memoria paterna, e si può veramente affermare che molto egli ha onorato la sua famiglia.