Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DI STATO DI ROMA FONDI GIUDIZIARI; REPUBBLICA ROMANA 1
anno <1972>   pagina <457>
immagine non disponibile

Libri e periodici 457
Da rilevare che nessuno dei quattro figli è passato a nozze. Si è dunque estinta la discendenza della fami glia Menotti.
Ma dalle belle pagine che Alfonso Morselli ha dedicato alla loro memoria, dalle -.i ed eloquenti biografie condotte con rigorosa obbiettività e senso storico pari ali amore, appaiono grandi e sicuri i motivi che ci autorizzano a considerare esemplare la memoria dei figli e intimamente e legittimamente vicina a quella di Ciro Menotti
PIERO ZAMA
Le Relazioni diplomatiche fra il Governo provvisorio siciliano e la Gran Bretagna* IH serie: 1848-1860, volume unico (14 aprile 1848-10 aprile 1849), a cura di FEDE­RIGO CURATO (Fonti per la storia d'Italia, 113); Roma, Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, 1971, in 8, pp. XTV-381. L. 5.500.
Le Relazioni diplomatiche fra il Governo provvisorio siciliano e la Francia. Ili serie: 1848-1860, volume unico (31 marzo 1848-18 aprile 1849), a cura da FEDERICO CUBATO (Fonti per la storia d'Italia, 114); Roma, Istituto storico italiano per l'età mo­derna e contemporanea, 1971, in 8, pp. XTV-530. L. 5.500.
Pubblicando i dispacci inediti (o parzialmente editi) esistenti in Sicilia circa i rapporti tra il Governo provvisorio siciliano e la Gran Bretagna e la Francia nel 1848-49, il Curato mette a disposizione degli studiosi un materiale documentario, assai utile, anche perche serve da integrazione alle fonti già note, italiane o straniere, per delineare la politica estera siciliana durante un anno, ricco di speranze, di attese e di delusioni. Relativamente al primo volume, delle attese si ha precisa nozione fin dalle istruzioni e dalle prime lettere del ministro Stabile agli inviati siciliani, che do­vevano ottenere il riconoscimento del governo da parte della Gran Bretagna, provvedere all'acquisto di navi da guerra a vapore, sollecitare l'appoggio del Parlamento e del­l'opinione pubblica nella vertenza con Napoli, e rendere possibile una mediazione franco-inglese al riguardo. Ma le cose andarono ben diversamente da come si poteva sperare in Sicilia dopo la dichiarazione della decadenza dei Borboni dal trono di Sici­lia (p. 19), dopo le festose accoglienze degli inviati in varie città italiane, e i primi colloqui a Torino, Parigi e Londra, con diversi uomini e in particolare con Lord Minto (pp. 35, 68, 84) e con Lord Palmerston (pp. 71, 76, 96 e sgg.). Le complicazioni internazionali, la sconfitta piemontese in Lombardia, la minaccia dell'invasione napo­letana ecc. non facilitarono certamente il compito degli inviati, mentre non mancavano difficoltà di varia natura anche per l'avvenuta proclamazione del nuovo Re dei Sici­liani nella persona del Duca di Genova (pp. 93, 107, 115). In verità, nel giro di pochi mesi, si erano definite le posizioni dei governi francese e inglese tanto per la nomina del nuovo Re, o la questione della e indipendenza o meno della Sicilia (Lord Pai* merston, nel settembre 1848, insisteva per l'autonomia amministrativa sotto i Borboni, p. 157), il ritorno dei Borboni (p. 188), quanto per la mediazione tra Piemonte ed Austria, o per un possibile congresso europeo a Bruxelles, o per la valutazione della realtà siciliana; i deludenti incontri a Parigi e a Londra, tra il settembre e l'ottobre, del Commissario speciale Michèle Amari costituivano una prova ulteriore (pp. 142, 148 173, 201, 221) delle difficoltà per lo scioglimento del nodo, secondo il desiderio e le aspettative del governo siciliano: se nel gennaio del '49 il Gabinetto britannico
stando a Lord Minto - - decise di non opporsi alle ostilità del Re di Napoli contro
la Sicilia (p. 284), è certo che si andavano affievolendo lo speranze di una mediazione tra Napoli e Sicilia, a seguito deUVmnistizio, mentre le tergiversazioni e le ambiguità della politica inglese preoccupavano l'Amari che, il 10 marzo 1849 lo palesava aperta­mente al ministro degli esteri siciliano: * Il signor Ministro intanto si domanderà quel che rutti Aneliamo a conoscere da sette mesi a questa parte: cioè quali siano in fondo, i proponimenti* la vera intenzione del governo inglese aIla nostra causa, cioè l'asso-Iota separazione della Corona di Sicilia. Io credo che nessun nomo al mondo potrebbe