Rassegna storica del Risorgimento

BERGAMO ; MAZZINI GIUSEPPE ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1920>   pagina <65>
immagine non disponibile

GABIBAUM E SCAZZQO A BERGAMO 05
ciò a quella de l'Oglio, aveva scossa vivamente la popolazione di Ber­gamo, senza però né allarmarla uè abbatterla (;l) .
Al finir di Luglio, presidiavano la città 1200 militi; cioè il 4<> bat­taglione del 13 reggimento, fanteria piemontese (brigata Pinerolo), 400 nomini, comandante Guillin; 550 recinte bergamasche, comandante rotto; 200 "guardie nazionali mobili, volontariamente arruolate, mag­giore Bottazzij 50 carabinieri svizzeri (2). V'erano pure, non sap­piamo quantì, dei volontari comaschi, senz'armi, venuti a Bergamo da pochi giorni. Passarono poi a la colonna di Garibaldi.
n 29 luglio, un manifesto Agli abitami della dittò, e provincia di Bergamo annunziava die lo stato delle cose era gravissimo ed esi­geva pronte energiche misure, le quali valessero ad incoraggiare gli animi, e mettere in un solo accordo, le volontà, e appuntare tutti i mezzi possibili per sostenere la perielitante causa italiana , Era fir­mato dal commissario governativo Ercole Oldólfedi, che, il giorno successivo, convocò in seduta straordinaria il Consiglio Comunale, alcuni altri cospicui e autorevoli cittadini ed i capi delle milizie. Così fu eletto un Comitato di Difesa e di Salute Pubblica nelle persone del con. 3?ran-cesco Boncalli, del dotti. Andrea Moretti e di G-io. Battista Piazzoni, con facoltà, quando sopravvenissero circostanze gravi ed urgenti, di assumere ipso facto poteri dittatoriali.
Narra Antonio Picozzi (3): che: ogni giorno, durante la sua perma­nenza in Bergamo, il generale infaticabile e sempre vigile si recava a visitare ed ispezionare le sparse brigate, a constatarne e plaudirne le esercitazioni al maneggio dell'arme e che, alloggiando alcuni batta­glioni nella parte alta della città, scendeva a saliva, con quella tutta sua spreezatura d'ogni pericolo, le torbose Scalinate, a cavalcioni d'un destriero fantasticamente bardato alla foggia americana Lo aocomp-gnava il suo moro d'America, il fido Andrea Aghiar, caduto all'assedio di Boma.
Dall'ispezione a tutta la periferia di Bergamo, ed ài colli circo­stanti, Garibaldi misurò a colpo d'occhio la msanioienza dei mezzi atti
(1) Lettera del Gomitato di Guerra di Bergamo (mezzanotte fra il 27 ed il 28 luglio) al Comitato Centrale di Milano.
(2) Lettera del Comitato di Guerra di Bergamo al lOómiMo Centrale di Milano.
(3) QaribiUdi e Mediti. Episodio storico della guerra italo-mislriaoa del lEàS. Milano, CivelH, 1882. Il PiòoM, poota milanese, era milite volontario, in quell'anno, della legione garibaldina.