Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DI STATO DI ROMA FONDI GIUDIZIARI; REPUBBLICA ROMANA 1
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1972
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29 gennaio 1848, venne accollo nel capoluogo lucano con una ventata di ottimismo e di 'entusiasmo che portò ben presto alla fondazione del Circolo costituzionale, lucano. La, mattina del 17 maggio '48, però, il successivo arrivo delle notizie sugli eccidi di piazza Carità a Napoli doveva provocare a Potenza reazioni immediate sia da parte della popolazione che del circolo costituzionale fino a sfociare in veri e propri moti rivoluzionari. L'inizio formale dell'insurrezione popolare si ebbe il 21 maggio con l'emanazione di un bollettino trascritto integralmente dall'A.: questo bollettino con servato nellarchivio dì Stato di Potenza - - come osserva 1*A. - - è un vero e proprio piano insurrezionale in difesa della Costituzione (p. 471; e il 10 giugno successivo si ebbe la Dichiarazione di principi politici, a cui si accompagnarono ben presto episodi di grave violenza. L'8 luglio, con la cessazione dell'appoggio alla causa rivoluzionaria da parte dei notabili, si ebbe anche la cessazione delle manifestazioni popolati: la lotta venne continuata dai soli radicali e liberali. Da parte opposta la reazione borbonica fu possente e anch'essa immediata Ut tatto il regno di Napoli : solo a Potenza si ebbero oltre milleseicento detenuti politici. Il procedimento, iniziatosi con la requisitoria del 30 agosto 1851 e il rinvio a giudizio di cinquantasette imputata, si svolse presso la gran corte criminale di Basilicata e 'terminò nel luglio *fà con varie condanne.
Altro processo altrettanto famoso fu quello che segui subito dopo contro il sacerdote Enrico Maffei e altri affiliati alla setta della Unità italiana, la nuova società che era sorta frattanto a Napoli in seguito alle repressioni del 1848 e che aveva cercato di creare una vasta rete di affiliati in tutto il Mezzogiorno. L'incarico per la Lucania era stato affidato nel gennaio '49 al Maffei che costituì a Potenza il primo Circolo unitario lucano', ma la durata, però, della sua attività fu di appena qualche anno, poiché le prove di appartenenza alla nuova associazione dei maggiori adepti lucani, doveva cadere, per un complesso di cause fortuite, in mano alla gendarmeria borbonica, fi processo questa volta venne affidato alla gran Corte speciale di Potenza e ter* minò nel marzo 54 con gravi sentenze di condanna.
U secondo episodio trattato riguarda invece gli avvéniménti che precedettero l'unificazione italiana e che videro come protagonisti in Basilicata una schiera di uomini famosi, tatti appartenenti alla corrente radicale. Fra essi è da ricordare l'Albini che diventerà poi l'animatore della rivoluzione lucana del '60, la quale sì estrinsecò nell'insurrezione del 18 agosto della popolazione polentina, nella formazione di varie bande di armati in concomitanza all'avanzata di Garibaldi verso il nord e nell'instaurazione a Potenza di un governo prodittatoriale (19 agosto '60-8 settembre '60). Eventi quest'ultimi che, se furono senz'altro conseguenza immediata delle vittoriose vicende garibaldine, sollecitarono senza dubbio M loro svolgimento e la loro felice evoluzione.
Per la ricostruzione storica di tali avvenimenti l'A. ai avvale in grandissima parte dei fondi relativi ai Processi politici e agli Atti della gran Corte criminale e speciale di Basilicata che si conservano presso l'archivio di Stato di Potenza, nonché di una vasta bibliografia.
ANGELO AROMANDO
Gazzetta di Gusta 14 settembre IHMWI febbraio 18ùl (I periodici del Bisorgimento, 1), a cura di ALESSANDRO PICCIONI; Roma, Centro Editoriale Internazionale, 1972, in 4, pp. XX11-116. Sjp.
Ci pare superfluo sottolineare l'importanza che ha per uno studioso - - ed in particolare dell'età del Bisorgimento - - poter avere a disposizione una raccolta completa di giornali. Chiunque abbia affrontato un lavoro su nn periodo, anche il più delimitato, della nostra storia - - non parliamo poi di quella di altri paesi - - sa per esperienza diretta quale e quanta fatica si debba fere per poter ritrovare e consaltare i giornali desiderali, specie se sono minori, quando i numeri sono spesso sparsi in diverse biblioteche o emeroteche. Molto opportunamente, quindi, il Centro Editoriale