Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DI STATO DI ROMA FONDI GIUDIZIARI; REPUBBLICA ROMANA 1
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Libri e periodici
Internazionale ha deciso di ourare la ristampa anastatica di alcuni fra i periodici del Risorgimento e. per primo, della Gazzétta di Gaeta. La Gazzetta di Gaeta fa il giornale ufficiale del Regno borbonico durante l'assedio della i-iuà ed usci in ventinove numeri, con periodicità irregolare, dal 14 settembre 1860 all'8 febbraio 1861. L'interessante pre-sentanone di Alessandro Piccioni, corredala da numerose note bibliografiche, è molto puntuale aia nel disegnare il momento storico, sia nell'offirire utili indicazioni sulla vita del giornale (tiratura, diffusione, Fonte d'informazione, ecc.).
ROMANO UGOLINI
ISABELLA LEIHU, l periodici di Rovigo e provincia (1866-1926)i Padova, Tipografia An-. toniana, 1971, in 8, pp. V1.140. S.p.
Lo studio dettagliato della stampa periodica italiana sembrava già essersi esaurito nei buoni ma pochissimi volumi dell'Istituto Feltrinelli, quando a segnarne una interessante ripresa è venuta la nuova collana proposta dal Centro per la storia del movimento operaio nel Veneto e la storia della stampa periodica, diretto da Letterio Briguglio, di cui abbiamo davanti il primo contributo. Rispetto alla collana milanese, questa veneta presenta per taluni aspetti un passo avanti: essa intende considerare tutti i periodici comparsi, non solo quelli socialisti e cattolici; e si avvale, oltre che dei fondi giornalistici reperibili in biblioteche o altri istituti, anche di documenti d'archivio, che permettono di ricostruire almeno in parte la storia e interna oltre che < esterna dei periodici stessi.
Abbiamo Ietto il volume della Ledila e ci sembra che gli scopi siano stati rag-giunti. Infatti, e proprio per una provincia di cui mancavano finora completamente rassegne del genere, sono esaminati con cura i giornali e i periodici d'ogni tinta politica comparsi fra l'annessione al Regno d'Italia " e le leggi fasciste sulla stampa. Nella provincia due sono i centri tipografici, Rovigo ed Adria, questa spesso con espressioni più vivaci del capoluogo. La stampa d'informazione liberale-moderata e governativa dispone dì quotidiani duraturi come II Polesine, La Voce del Polesine, La Provincia e II Corriere del Polesine che coprono praticamente tutto il periodo considerato, e sono affiancati da qualche foglietto elettorale e da utili riviste di carattere agricolo. Alcuni tentativi di stampa democratica sono rappresentati dalla Rivista del Polesine, da II Cieco aVAdrìa, e meglio da La Sveglia di Adria e dall'voenire del Polesine, tutti di breve durata. Solo alla fine del secolo i periodici democratici ed operai mostrano maggiore vitalità: sono La Concordia e La Nuova Idea di Adria, con VAdi-getto e La Lega repubblicana di Rovigo. La Lotta, durata con qualche difficoltà ben venticinque anni (1899-1924) è il settimanale ufficiale del socialismo del Polesine; La Settimana, che dal lontano 1901 dura tutt'oggi, e l'ascoltato portavoce dei cattolici.
Le lotte per l'elevazione politica, economica e sodale del Polesine, proseguite fra calamità naturali, scioperi e violenze, è seguita e spesso stimolata dai combattivi fogli del nostro secolo. A quelli che abbiamo indicato ai aggiungono i settimanali radicali Polesine democratico e La Democrazia, periodici sindacali e numeri unici, foglietti studenteschi e interventisti. Durante la guerra esce a Rovigo una rivista mensile redatta da irredenti, Alba trentina, destinata a trasferirsi a Milano e quindi a Trento liberala.
Nella crisi del dopoguerra, faticosa appare la ripresa della stampa, che ci indica la presenza di nuove forze politiche* popolari, comunisti e fascisti. Ma, ancor più che in passato, partiti e gruppi politici hanno le loro maggiori espressioni in giornali di respiro regionale e nazionale, fogli come il Corriere della Sera, Il Gazzettino, VA vanti, L'Avvenire e II Popolo d'Italia. Non è facile, specie nella provincia di Rovigo, al limite fru il Veneto e la Romagna, seguire e documentare la diffusione dei diversi periodici* Uno studio accurato permette però di rilevare la vitalità delle espressioni giornalistiche anche nei centri periferici, e di notare la presenza di personalità di rilievo, di movimenti di dissidenza, di polemiche di qualche portata.
Il contributo del volume della Ledda è proprio in questi settori illuminante,