Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DI STATO DI ROMA FONDI GIUDIZIARI; REPUBBLICA ROMANA 1
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1972
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Libri e periodici
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Difatti lì Pitta pure espendo nomo colto* di viva intelligenza, ottimo conferenziere e trascinante piazzinolo venne colpito precisamente in qnel punto senza speranza di risorgere.
Tatto qui: ossia questo è il tema apparentemente scherzoso ma serio : un tema elettorale che sempre si rinnova come i funghi, i quali rinascono quando le cose marciscono, e la terra umida è percorsa da un certo tepore.
Dunque un tema di abbondante vociare e quindi di scarso valore? No. In quella notte del 23 ottobre 1913, e precisamente a mezzanotte (che è l'ora fatale di ogni dramma serio), essendo completo il calcolo delle schede in tutto il collegio, i troiani vittoriosi accorsi nella grande piazza della Cattedrale levarono alto il grido < Viva Antonio Salandra prossimo presidente del Consiglio dei Ministri .
Quel grido in quell'ora non salì fino alle stelle dell'epopea omerica, però scrive il prof. Giuseppe Corso nelle due paginette di Prefazione quel grido di popolo divenne storia .
Infatti volere o no sono pagine di storia quelle che fanno seguito alla Prefazione, e che nel ridotto numero di nove mettono in mostra Lo scacchiere europeo del 1914*15 . E sono pagine chiare e tranquille che, a loro volta, precedono lo svolgimento del tema centrale in tutta hi sua dramma licita, cioè il tema annunziato anche nel sottotitolo della copertina con le parole: Il prologo del dramma interventista.
Da questo momento in poi quasi fiumana che ha rotto gli argini irrompe con empito da favola, la patriottica baldanza dei Troiani, veri crociati fedeli allo stendardo ealandrino, i quali pur essendo trascorso un anno ardono ancora del fuoco e vivono dell'entusiastico clamore della vittoriosa campagna libica , e tuttora celebrano se cosi può dirsi il rito battesimale che ha dato nome a botteghe e caffè, come, per esempio, la Merceria Tripoli, il Caffè Tripolitania, il Panificio Ben* gasi, e cosi via.
Naturalmente in quel settembre-ottobre del 1913, fra i sospinti dell'entusiasmo, appare sulla scena don Antonio. Ma è calmo, sereno e dignitoso.
Lo vediamo nel suo abituale atteggiamento (come se nulla fosse) incedere lungo la solita via, in quel tardo pomeriggio domenicale di fine settembre ; ed ha la mano destra infilata col manico del bastone nella tasca del leggero soprabito ; un particolare storico che si avvalora in compagnia di altri non meno precisi che completano la storica figurazione statuaria. Né ei trascura di precisare che don Antonio è assorto in, meditazione.
Appunto con simili particolari psico-estetici (e con un crescendo in numero ed originalità) vengono vestiti, truccati e portati sulla scena a far spettacolo gli uomini, le donne e le cose che fanno parte del dramma, a cominciare dal prologo e fino al momento in cui sull'ultimo atto cala il sipario.
Così le scene succedono alle scene, e di ora in ora appaiono più popolate da personaggi di particolare rilievo, e da gruppi e da cortei. E l'ardore si trasforma in delirio, ed il recitare diventa un cantare.
A proposito di attori, c'è fra le tante figlie di Troia un fegatoso pezzo di don* nona , detta la Conciami, tutt'altro che avara di sorrisi e di lazzi gioiosi , che unitamente ad alcuni mazzieri salandrini affronta una schiera di lucermi giunti a Troia, e con posa gradasso, e con la pretesa di affìggere manifesti e di fare propaganda pittiana. E lei la donnona lasciando ai camerati le armi più adeguate, imbratta e copre di conserva di pomodoro (che aveva esposto al sole) quei manifesti e chi li porta.
Ce inoltre un ciabattino, Domenico Paolella, detto non a caso u puèto , che nella fatidica notte della vittoria, deposto la lesina afferra la lira, e per un certo tempo fortunatamente breve rivaleggia con Omero.
I personaggi che come il poeta Paolella e come madonna Copetana donno spot* tacoìo, sono innumerevoli; e fanno anche tenerezza, la quale viene interpretata non solo dal peana ciabattino e dalle troiane grida, ma anche dal suono delle trombe e delle campane e dai bengala multicolori che illuminano lo spazio notturno, e rendono più romantica la bellezza troiana, vera aiuola fra lo più distinte del Giardino d'Europa.