Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO DI STATO DI ROMA FONDI GIUDIZIARI; REPUBBLICA ROMANA 1
anno
<
1972
>
pagina
<
468
>
468 = Libri e periodici
Accusi fatalmente la mcu-a dell'esultanza non risparmia i suoi strali contro il mancato senator Piltuaào >, il povero n fess fottuto che ha usato opporsi a don Antonio nostro; e c'è in particolare la canzone del figlio di Chicchi dove fra gli alteri fiori sì può raccogliere il seguente: Gaetanino cu* e cumpagne / quanta mòro-glie che 3ta*a fa. / Si presenta a deputato / pe nu fiasco che adda fa.*
Imbrogli? Sicuro. Difatti quel sedicente prof. Pitta mentiva proclamandosi professore; quindi non poteva un mentitore diventare onorevole, perché allora si usava cosi. Che tempii
Vorremmo continuare ma dobbiamo conclùdere, riproponendo lutt'al più il dilemma se questa che abbiamo presentato sia cronaca o storia. E noi umilmente, e chiedendo venia, ci dichiariamo propensi a chiamarla cronaca.
Però le riconosciamo un particolare valore documentario che è vivissimo e caratteristico per la storia del folklore elettorale tipicamente italiano il quale, ancora una volta, si presenta con i costumi e gli abiti drammatici e con l'anima del comico.
Un altro pregio di questa cronaca è quello di farci dimenticare per un poco e solazzevolmenie un'altra cronaca, quella che abbiamo ogni giorno sotto gli occhi, cosi ricca di menzogne, di delitti, di scelleratezza, di putredine di ogni genere, e di maxi-carnevalesche allegrezze.
Queste pagine sono state per noi un diversivo, anzi un divertimento ; e le ultime ci fanno dono di una biografia la quale si propone di svelare i cardini fondamentali dell'anima di Antonio Salandra . Non è poco; ed è vero, perché allora le anime non si rigiravano, ma giravano fedeli sui loro cardini.
PIERO ZA MA
CLAUDE CHAMBARD, Mourir pour Verdumi Parigi, Ed. France-Empire, 2" ed., 1871, in 8, pp. 341. Frs. 15.50.
È un libro che 1 combattenti e gli storici devono leggere. La battaglia di Verdun è narrata in tutti i suoi particolari tragici, e ne deriva un giudizio che rivela la inevitabile conclusione vittoriosa della la. guerra mondiale. Purtroppo noi Italiani non abbiamo ancora saputo creare una storia della guerra '15-'18, se non con sfumature di retorica e reticenze politiche; e, in verità, possiamo ritenere che anche nel libro di Chambard, certe testimonianze specie di ufficiali, o anche di semplici soldati siano autoelogiative e quindi di scarsa attendibilità. Ma questo non muta lo spirito di quel dramma che ei svolge davanti a Verdun e particolarmente tra i forti di Douaumoni e di Vaux, dove la battaglia comincia nel febbraio 1916 e si conclude quasi un anno dopo, con una offerta di pace da parte dei tedeschi, se pure respinta con un trelance de la guerre .
C'è un punto di partenza che, sia pure un po' irrisorio, conferma la meticolosità storica dell'Autore. Le fu tur commandanl de Farmée de Verdun il gen. Pélain riceve il telegramma di convocazione del Comando supremo è Paris, en galante compagnie, cornine il lui arrivo fréquemment. Egli sporte beau une soùwmtaine fort proclie . E pure, con la prova documentata del valore dimostrato dalle truppe francesi, non nasconde che la censura aveva rivelato il proposito di resa di alcuni reparti impegnati. La severità degli ordini di resistenza giunge fino al punto della fucilazione di un ufficiale e sei soldati, unici superstiti di una compagnia, che si erano ritirati nonostante l'ordine perentorio di tenere la posizione fino alla morte.
Non sappiamo dove e come l'Autore abbia trovato tante testimonianze, che gli permettono di narrare una vicenda nella quale oltre 2 milioni di uomini morirono, o furono dispersi o foriti, con tanti documenti particolari, illuminati da migliaia di scoppi al minuto, di granate di ogni calibro ed anche asfissianti.
Vale la pena di conoscere questo orrore per valutare l'eroismo dei nostri alleati francesi, e magari anche per comprendere il loro mito della tgrandeur . Ma è anche utile per imparare finalmente qualche cosa dalla storia che deve insegnare all'umanità l'orrore spietato della guerra.
Livio PIVANO