Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DI STATO DI ROMA FONDI GIUDIZIARI; REPUBBLICA ROMANA 1
anno <1972>   pagina <482>
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VITA DELL'ISTITUTO
ANCONA. Nell'impossibilità di farlo in una pubblica riunione, il presidente del Comitato anconitano, prof. Werther Angelini, esterna a tutti i soci per mezzo della Rassegna la ima riconoscenza per le parole di solidarietà e di affetto del Presidente dell'Istituto, prof. A. M. Gbisalberti, e del Segretario generale, prof. E. Morelli, espresse a lui direttamente per la sciagura occorsa alla città di Ancona.
Rincuora personalmente i risorgimentisti anconetani e ci ripromette di ripren­dere con loro in tempi migliori, sperabilmente prossimi, il programma sospeso delle attività di studio.
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BARI. Il nostro Comitato ha onorato, in una degna e raccolta rievocazione, la gloriosa memoria di Emanuele De Deo, nel secondo centenario della nascita. Occorre premettere che il Comitato stesso ha molto lavorato, lungo gli ano!, per ricordare i fulgenti meriti patriottici del giovanissimo De Deo che era, com'è noto, appena ventiduenne , e il posto che gli spetta nel Risorgimento italiano. A tale riguardo ricordiamo la Mostra di cimeli e documenti, che ebbe luogo a Beri nel 1958 e con cui, come commentò sin d'allora di prof. Ghisalbertà, furono aperte le celebrazioni per l'Unità, la Mostra mobile del 1961, l'ampia monografia storica dovuta a Michele Vi­terbo, poi compresa nel suo volume Da Masaniello alla Carboneria, e in ultimo la nobilissima commemorazione fatta dal compianto e illustre prof. Nino Cortese nel convegno di studio indetto, nel 1967, dal Comitato medesimo.
Tuttavia gl'intervenuti all'odierna adunanza del Comitato rappresentanti di Enti pubblici, uomini di cultura e di studio, docenti, alcuni alti ufficiala, professio­nisti, ecc. non hanno ritenuto che possa dirsi esaurito il compito del Comitato: occorre, essi sostengono, che a De Deo sia intitolata, nella nostra Bari, una grande istituzione educativa, che i giovani ite conoscano meglio l'opera e l'esempio, specie attraverso i manuali scolastici, e che la Regione Puglia prenda le opportune iniziative perché siano approfonditi gli studi su di lui, sulla Congiura di Stato del 1794 e sulle condizioni economico-sociali della Puglia di allora, e perché un busto marmoreo di De Deo sia offerto alla città di Roma, da collocarsi nei viali del Pineio, in mezzo a quelli dei grandi Italiani. Inoltre occorre interessare le commissioni di toponoma­stica delle maggiori città, perché vie o piazze siano intitolate ad Emanuele De Deo (solo Napoli e Bari lo hanno fatto). Queste proposte sono state illustrate dal Presidente del Comitato Michele Viterbo e accolte dal plauso di tutti i presenti.
Egli ha poi tenuto un'ampia conferenza su De Deo e si è anzitutto riallacciato ad una pagina di Gioacchino Volpe; che cioè la storia del nostro Risorgimento non va soltanto studiata nei documenti italiani e come fatto italiano, bensì nel quadro della vita europea, nelle correnti di cultura, nelle trasformazioni economiche, nelle situa­zioni internazionali nuove ohe stavano dando, alla fine del secolo XVIII, un cosi di­verso aspetto all'Europa. E per suo conto Gramsci rilevava che la Rivoluzione francese fu l'elemento essenziale di aggregazione e centralizzazione delle forze nuove, sparse in tutta la nostra penisola e che altrimenti avrebbero tardato ad incontrarsi e a comprendersi tea loro. Ma intanto, oltre queste irresistibili suggestioni francesi, c'era qui da noi, nel nostro Mezzogiorno, una nostra scuola politica nota ed ammirata in tutt'Europa, la scuola di Vico, di Giannone, di Genovesi, di Filangieri, di Gal in ni (il siciliano Spedali eri sarà chiamato e il Rousseau evangelico), che rischiarava tutta l'epoca. Ricordiamoci clic Genovesi aveva caldeggiato la trasformazione del Regno di