Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO DI STATO DI ROMA FONDI GIUDIZIARI; REPUBBLICA ROMANA 1
anno <1972>   pagina <487>
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Vita dell'Istituto
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< AH'età di 84 anni è deceduto ieri alle 12,30, dopo breve malattia, nella sua abitazione di viale delle Rimembranze, Paw. Adelvaido Credali.
Nato a Varsi nel 1888, Eu convittore del "Maria Luigia" come borsista ed al­lievo del licèo classico " Roma gnosi ". Ben presto si manifestò in lui la inclina* sione già studi umanistioi. Studente esemplare, proprio per le doti rivelate, fa in­viato e Bologna, in premio, a vegliare la salma di Giosuè Carducci. Si laureò quindi sax giurisprudenza presso la nostra università ed intraprese l'esercizio della Ubera professione.
Fa valoroso combattente, assieme ad altri, tre fratelli, dorante la guerra del 1915-18. Per la sua fede socialista, nel corso delTultd-mo conflitto fa perseguitato ed arrestato dalla Gestapo che lo lenne prigioniero a Bologna per quattro mesi insieme -al cognato aw. Olivieri. Al termine delia guerra stessa riprese la professione clic esercitò, nelle aule del tribunale e nel suo studio di piazzale Cervi, fino ad una de­cina di anni or sono: sempre, ed in ogni momento, puntando alla valorizzazione del fattore umano che potesse emergere da ogni pratioa he gli si offriva allo studio.
La professione di avvocato non lo distolse tuttavia da quella che fa la sua grande passione: lo stadio dei problemi della montagna e di quelli storici del nostro Bisorgimento. La sua origine di montanaro fu infatti sempre, per lui, motivo di or­goglio ed incitamento ad approfondire i grandi temi della sua terra. Ne scrisse sulla u Gazzetta di Parma n di cui fu appassionato e continuo coUaboratore e in de­cine di pubblicazioni. Fece inoltre parte del Groppo scrittori della montagna.
Poi, i temi storici. Lo interessò tutto il Bisorgimento, ma particolarmente i fatti attinenti la nostra provincia. Nel 1961, in occasione della cerimonia per la commemo­razione per Punita d'Italia, tenne a Parma l'orazione ufficiale delle celebrazioni e fu, quello, un discorso ancor oggi ricordato per l'approfondimento che egli seppe profondervi.
Sulla a Gazzetta " pubblicò a puntate una breve storia di Parma ed anche dn quella occasione evidenziò un grande amore per la sua città.
Uomo integerrimo e di specchiata onestà ebbe anche e curò il culto dell'amicizia. Lascia la moglie, Giulia Olivieri ed i figli, Paolo e Lidia.
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PIACENZA. Il 19 giugno u.s., nella sede della Biblioteca comunale si è tenuta l'assemblea dei soci del Comitato, nel corso della quale è stato rinnovato il Consiglio direttivo per il prossimo triennio.
Il presidente uscente, conte doli. Giuseppe Salvatore Manfredi, che ha tenuto con vivo impegno, profonda dedizione agli ideali risorgimentali e grande dignità la saa carica, aveva da tempo espresso il desiderio di venire sostituito. L'assemblea ha preso atto di questo desiderio e ha manifestato al conte Manfredi la sua simpatia e la fina riconoscenza per la solerte attività e il prestigio acquistato dal Comitato piacen­tino sotto la sua presidenza. So proposta del prof. Emilio Naselli Bocca lo ha eletto all'unanimità presidente onorario del Comitato.
lin seguito alle votazioni sono stati eletti Pavv. Corrado Sforza Fogliarli, presi­dente; il prof. Giuseppe Berti, vicepresidente; Serafino Maggi, segretario tesoriere; 81 prof. Vittorio Agosti, padre Luigi Mezzadri e il maestro Dante Babittà, consiglieri.
É stata spostata al 22 ottobre p.v. la celebrazione del centenario della morte di Giuseppe Mazzini, in collaborazione con il locale Comitato della Dante Ali­ghieri .
La Presidenza dell'Istituito rivolge un fervido saluto ed esprime la sua più pro­fonda gratitudine al conte Manfredi per l'opera svolta, convinta di 'poter coniare anche per l'avvenire sulla Bua fervida collaborazione. Al nuovo presidente e ai suoi validi collaboratori un augurio di buono e fecondo lavoro.