Rassegna storica del Risorgimento
ROMAGNOSI GIAN DOMENICO
anno
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1972
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pagina
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501
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Pél pensiero di G. D. Romagnosi 501
Como si può rilevare, 1 'incivilimento è una visione naturalistica del mondo alla quale non sono estranei alcuni principi! della filosofia vichiana. Sostanzialmente, però, il Romagnosi è assai lontano dal Vico, come è lontano dal pur naturalista Machiavelli, al quale la letteratura critica, con alla testa di Ruini, il Norsa, il Del Vecchio ecc., lo ha per lungo tempo avvicinato. L'ambiente più congeniale al nostro scrittore si deve ricercare nella filosofia illuministica in genere, e specificamente nella adesione a quella cultura che in Montesquieu o in Turgot aveva stabilito reciproci rapporti tra condizioni storiche dei popoli e processi naturali. Grande influenza ha avuto inoltre sul pensiero di Romagnosi Io Smith per la concezione economica, ed il Rousseau per quella politica, con particolare riferimento al contratto sociale, pur concepito dallo scrittore italiano in forma per certi aspetti autonoma.
Tornando agli influssi vichiana, si deve notare che nella concezione della storia di Romagnosi mancano gli apporti individuali, culturali e civili dei popoli perché si possa parlare di storicismo in senso lato. Nella dialettica delle forze sociali la sintesi non è quella storicistica e idealistica che conserva la tradizione nel rinnovamento, ma quella illuministico-rivoXuzionaria che cancella ogni traccia del passato. Esiste nella storia un principio di necessità che coinvolge le istituzioni statali in un processo di sviluppo e di morte inesorabile. Questo deterioramento delle costituzioni, che potrebbe sembrare un ritorno alla fatalistica e aristocratica concezione polibiana, è in Romagnosi elemento indispensabile al progresso in quanto la vitalità di uno Stato riposa proprio nella sua capacità a superarsi in forme istituzionali di grado superiore. Si può parlare, dunque, di storicismo in Romagnosi solo in riferimento ad una visione immanentistica e naturale della storia, pensata come entità in cui si risolvono nel tempo i successivi conflitti economico-sociali. Lo stesso concetto di pienezza dei tempi che fa da supporto alla tesi storicistica del Mondolfo, *) dovendosi interpretare nell'ambito di una concezione naturalistica, assomiglia alla visione illuministica della storia come tendenza verso la civiltà.
li fine ultimo per cui è nata la società è il perfezionamento umano, stabilito nella natura.3) Il suo è un ordine morale di ragione in cui gli atti degli individui seguono leggi naturali-umane che portano ad utilità fisico-morali. Il comportamento dell'uomo è definito da leggi praticabili nella sfera dei doveri morali in quanto anche la moralità non è fuori dal sistema della natura. Romagnosi, attenendosi ad un tema tipicamente illuminista,
I) R. MoNDoi.ro, II pensiero politico del Risorgimento italiano cit., p. 40.
2) G, D. ROMAGNOSI, Della costituzione di una monarchia cit, p. 240 sgg.
3) G. D. ROMAGNOSI, Introduzione al diritto pubblico universale citi, p. 138 sgg.