Rassegna storica del Risorgimento

ROMAGNOSI GIAN DOMENICO
anno <1972>   pagina <503>
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Del pensiero di G. D. Ho magnasi 503
spontaneamente con la stabilizzazione della vita agrìcola. Ma siffatta origine non spiega quanto dovrebbe la natura dei rapporti umani nel suo seno. Il problema si è spostato cosi, anche per il Romagnosi, nell'ambito del con­tratto sociale, risolvendosi, però, in modo tale da distruggere definitiva­mente l'impostazione settecentesca delle teorie contrattualistiche. Queste erano state assorbite dai regimi dispotico-i 11 unii nati e adattate a fondamento teorico della loro autorità. Il contratto sociale, cosi come era stato teorizzato dallo stesso liberalismo, ricercando alle origini della storia i diritti individuali, e sancendone la validità attraverso i tempi in quanto diritti naturali, non era altro che assenso ad una organizzazione sociale che, se per il liberalismo era liherale , per il dispotismo poteva essere autoritaria. Prendendo in esame le condizioni politiche del suo tempo Romagnosi vede come primo compito al legislatore quello di liberare l'indivi duo dall'autoritarismo statale attra­verso lo scioglimento di ogni vincolo contrattuale. Se di contratto si deve ancora parlare, esso deve diventare, da immaginario che era, contratto reale, valido cioè solo per le persone reali. ') Definendo il contratto come assenso di tutti gli individui alla società loro presente, sono distrutte le pretese degli Stati assoluti di essere legalizzati da un tacito accordo esistente solo in teoria all'atto della formazione della società. La librata dell'individuo si qualifica dunque come diritto di decidere del presente, ritenendo come nulla 'la so­cietà esistente prima di lui. In questo senso il cittadino non può nemmeno prendere decisioni vincolanti per l'avvenire corpi sociali che nascano dietro il suo. Così, mentre si riafferma la coerenza con l'evoluzione dialettica della storia la quale si risolve sempre in conflitto di istituzioni, si salva teorica­mente il principio ehe -la rivoluzione è giusta quando è lotta tra un con­tratto presente e vivo e uno passato. Se la società ha lo scopo di realizzare le forme storiche in cui la natura esprime la necessità dell'incivilimento, per adempiere a questa funzione non potrà mai avere un'organizzazione che non sia corrispondente al grado cui l'evoluzione si trova. E per l'individuo il pro­blema sarà di interpretare la necessità storica del momento e di affermare, con questo adeguamento alla natura, la sua libera scelta in materia costitu­zionale.
Come è facile constatare, il valore del contratto reale ha portato Roma-mosi al di fuori del contratto sociale vero e proprio e dentro un ambito di scelta politica che si realizza nella rappresentanza agli organi legislativi. Non si tratta più di vedere se e come l'individuo abbia dato l'assenso alla formazione della società, in quanto il problema e ormai superato. La tema­tica è ora strettamente politica e investe le forme costituzionali, l'orienta­mento politico che una società fuori discussione deve realizzare. Essendo
0 C. D. ROMAGNOSI, Dell costituzione di una moiturshiu cil., p. 343 sgg.