Rassegna storica del Risorgimento

ROMAGNOSI GIAN DOMENICO
anno <1972>   pagina <508>
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Bruno Di Sabantonia
Questa costituzione sembra al Romagnosi la realizzazione di una de* mocrazia assoluta rappresentativa, poiché tutti gli organi dello Stato sono controlati dal basso. E tra democrazia e assolutismo non c'è alternativa va* lida. Resta invece valida la scelta tra repubblica e monarchia. L'elemento che le accomuna è il sistema rappresentativo. Si differenziano invece per quel che riguarda l'unità del governo che nella monarchia è realizzata nella per­sona del re, mentre nella repubblica si (manifesta un sistema misto nel senso che le forze sociali componenti lo Stato si esprimono secondo il Romagnosi a livello rappresentativo le une indipendenti dalle altre, senza che ci possa essere come nella monarchia una forza superiore che le raffreni nel bene supremo della nazione. Cosi, essendo precipuo ad una repubblica il sistema misto, la necessità di un reggente imparziale della nazione non è dettata da una scelta autoritaria, ma per una chiara scelta anti-dispotica ed anti-classista.
Le forme di repubblica contemplate da Romagnosi sono quelle storiche, e specificamente quelle che nella storia hanno avuto il torto di aprire la stra­da a regimi dispotici, quale quello imperiale romano e quello napoleonico. La monarchia invece non segue le forme storiche di questo istituto, ma è espressa su basi teoriche nuove, come del resto nuovo è anche un tipo ideale di repubblica che ad essa si contrappone quale possibile sviluppo della de­mocrazia. La monarchia infatti ha pure i suoi lati negativi nell'accumula­zione dei poteri in un'unica persona. Ciò ha portato Romagnosi a temperare l'autorità del monarca e a dargli una caratterizzazione non lontana da quella di un presidente di repubblica. Quello monarchico allora non è il governo modello come poteva esserlo invece il sistema della democrazia assoluta che ha nella repubblica il suo naturale svolgimento costituzionale ma un governo che porta in sé il minor male, un governo puramente strumentale, creato dentro un sistema statale utilitarista e razionalizzato nei suoi elementi fondamentali, fino a divenire troppo complicato in un gioco di azione e rea­zione suscitato dagli antagonismi nazionali che nella repubblica, con la prassi elettiva alla massima carica dello Stato, non avrebbe avuto ragion d'essere. Anzi, gli organi tutelari della sovranità nazionale sono il frutto di uno spirito libertario di tendenza democratica e repubblicana che nella monarchia si esprime in istituti la cui funzione, essendo in contrasto con quella governativa, sarà avvalorata solo dal modo con cui essi sapranno im­porsi ad autorità di fatto più potenti. Se scarsa funzionalità esiste nella co­stituzione monarchica, essa non si deve all'eccessivo indebolimento dei po­teri del re, come vuole il Paletta, '> né al principio degli antagonismi, ma ad un male che è alla sua radice, dato dalla velleità di esprimere uno spirito
) Cfr. F. PATETTA, Introduzione a Detta costituzione di una monarchia eit.