Rassegna storica del Risorgimento
ROMAGNOSI GIAN DOMENICO
anno
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1972
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pagina
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513
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Del pensiero di G. D, Romagnosi 513
(ivo sistema economico-sociale. Romagnosi, però non ha coscienza della frattura. Verso la fine della sua vita, quando i problemi della sua visione storico-politica, invece di chiarificarsi si moltiplicavano, aprendo puranche per certi aspetti nuovi orizzonti politici, non ha più forza di rompere i presupposti del suo pensiero. E questa sfiducia che ora diviene sfiducia anche nelle possibilità della ragione non è data tanto dalla sua perenne oscillazione tra un tipo di cultura progressista ed un realismo politico moderato, quanto dalla scarsa comprensione dei fenomeni storici. Così possiamo comprendere che, quando egli ha parlato dei cataclismi, che avrebbero potuto rappresentare una linea di indagine storica di grande impegno, lo ha fatto in maniera incompiuta e frammentaria, secondo una visione scientifica più che sociale. Essi erano lotta di forze fisiche che nel mondo umano divenivano meccanicamente conflitti economico-sociali. E la storia era un riflesso del meccanismo naturale. Ora, come impostazione generale, questo rapporto natura-storia, quale si poneva nella prima fase del pensiero di Romagnosi, avrebbe potuto avere sviluppi imponenti se ci fosse stata una maggiore intelligenza verso il mondo storico. Quando nella seconda fase del suo pensiero, il nostro scrittore ha tentato con maggior coscienza di approfondire la comprensione dei fenomeni storici, la dialettica della natura era stata abbandonata. Cosi il sistema di Romagnosi si è concluso su posizioni contraddittorie, tra un moderatismo superficiale, e un progressismo troppo spesso minato alle sue basi logiche.
BRUNO DI SABANTONIO