Rassegna storica del Risorgimento

CONFALONIERI FEDERICO; PO NAVIGAZIONE 1820; PORRO LAMBERTENGHI
anno <1972>   pagina <516>
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516 Pàolo Bernurdell'i
forse pàti drammatico della vita del Con fa Ioni eri : pochi giorni prima la sentenza di condanna a morte.
Se il passato non sempre è sicura guida ai posteri in fatto di storia, egli vuole essere almeno nelle fisiche e nelle meccaniche la più sicura scorta. Alcuni brevi cenni intorno a ciò che dalla prima Società si operò per l'introduzione della navigazione a vapore fra noi, potrà essere non affatto sfornito d'interesse per quelli che sono chiamati a percorrere più felicemente la medesima via. Diffi­coltà, errori, dubbi, osservazioni, eccole pertanto sig. Ispettore il piccolo patri monio della cessata Società che con tutto l'animo le sottopongo e trasmetto . ''
Con questa aperta e franca ammissione della necessità di compiere un serio esame critico dell'esperienza passata, perché questa potesse essere di aiuto a chi avesse voluto ritentare la prova, iniziava la memoria del Confalonieri.
La fase preparatoria era stata studiala con estrema cura sin nei più piccoli particolari. Come è noto il Confalonieri, che si era addossato questo compilo non facile, si era recato nel 1819 in Inghilterra per attingervi notizie appli­cabili al Po, concertarvi i disegni del battello e commettere l'occorrente mac­china. La sola scelta della manifattura del Sig. "Watt proseguiva la memoria assicurava all'intrapresa la perfezione del motore. Ma non senza difficoltà pre-sentavasi l'applicazione alla navigazione del Po, in cui alcune circostanze parti­colari angustiavano fra un letto di Procuste la costruzione del battello .
Gli esperimenti di navigazione fluviale effettuati sui fiumi inglesi non pote­vano infatti far testo nel caso del Po, data la notevole diversità della struttura idrografica. Il Tamigi, la Severità e la Clyde sono fiumi in cui la prossimità del mare, l'influenza delle maree a grandi distanze dalla lor foce ed il più varia­bile volume delle acque, tolgon di mezzo o modificali vantaggiosamente la mag­gior parte delle difficoltà che ci presenta H nostro Po. La velocità del suo corso che alle rapide di Piacenza e nel canale della Polesella giunge sino a quasi 5 miglia in istato ordinario e le oltrepassa nelle piene) la scarsezza delle sue acque nelle lunghe magre estive e jemali che il riduce in alcune località a soli piedi 3 Vi di profondità, la necessità di combinare la fluviale con un tratto di marit-tima navigazione erano e saranno sempre pregnanti circostanze che riclame­ranno una scabrosa e dilicata indagine nella costruzione de' battèlli a vapore su di quel fiume.2*
Scartata l'ipotesi di impiegare un * battello a rimorchio poiché la per­dita di forze nel metodo a rimorchio risultava di tanto maggiore della immagi­nata, che fu giocoforza il rinunciarvi assolutamente per non colpire l'intrapresa d'invincibile passività economica , venne deciso di costruire un battello semovente. <t Combinate in calcolo le circostanze tutte fluviali, marittime, com­merciali ed economiche, il problema si ridusse alla seguente finale espressione: costruire un battello della portata di 100 tonnellate, che peschi a carico com­pleto non più di 3 piedi; che non ecceda in larghezza, comprese le ruote, piedi 28; che mosso alla velocità di miglia 7 all'ora da una macchina della forza di 14 cavalli, consumasse 2 cialdron di carbone ogni 24 ore .4)
La costruzione della macchina a vapore venne affidata all'esperta dilla Wall;
1) Memoria di Federico Confaloniorì in Archivio Stalo Torino.
2) ìbidem.
3) Ibidem. *) Ibidem*