Rassegna storica del Risorgimento

CONFALONIERI FEDERICO; PO NAVIGAZIONE 1820; PORRO LAMBERTENGHI
anno <1972>   pagina <517>
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La navigazione a vapore sul Po
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i disegni del battello vennero invece spediti in Italia perché colà < si desse mano all'esecuzione dello scafo .
Sgraziatamente alcuni falsi calcoli ne determinarono la costruzione nel -porto di Genova. À quest'improvvido consiglio continua il Gonfalonieri son dovuti la maggior parte di quelli inconvenienti di costruzione che poi, con altri, cospirarono in seguito a paralizzare l'impresa.')
Il Confalonieri nel suo scritto non esitò ad ammettere apertamente gli errori commessi. Gli Ingegneri Inglesi* come la memoria definisce i progettisti del battello avevano prescritto severe regole, quali ad esempio l'utilizzazione di certo legname speciale, l'impiego di tavole che non superassero un determinato peso, e cosi via, cui il cantiere costruttore avrebbe dovuto attenersi strettamente.
Sgraziatamente tali indeclinabili prescrizioni ci informa il Confalonieri furono tutte nell'esecuzione negligentate. Il rovere venne sostituito al larice i tavole di oncie 1 e travolti di onde 4 furono impiegati; e con improvvida prodigalità di legname fu dovunque supplito al ferro, ed alla diligente esecu­zione. Basterà il dire che persino nella larghezza del battello ebbesi a riscon­trare un eccesso di oncie 3 che convenne in seguito, con grave danno dell'intera costruzione, riformare onde la macchina potesse travagliare. L'esecuzione per­tanto fu tale da tradire i migliori calcoli. Quindi invece di piedi 3 d'immersione se ne ebbero, a carico completo, circa S; la velocità diminuì in ragione inversa dell'aumentata immersione; e dal primo suo nascere trovossi così tutto il sistema di navigazione sconcertato e dannosamente modificato >.2'
Ne risultò che il battello Eridano non fu in grado di svolgere in modo soddisfacente il servizio di linea cui veniva adibito. Io stesso Confalonieri a dircelo, confermando così il rapporto non del tutto favorevole rilasciato sul-V E ridano dal R. Capitano del Porto di Venezia, .1 odovovrich. al momento del­l'immatricolazione del battello, rapporto che molti storici interpretarono frutto di sentimenti avversi all'iniziativa. Fosche previsioni antitaliane furono defi­nite dal Michielì*) le critiche dello Jodovovrich; eppure il Confalonieri scrisse; Nel viaggio di rimonta da Venezia a Pavia che doveva eseguirsi in meno di giorni 7 fu uopo impiegarne 10; la sola forza del motore non fu bastante a trion­fare per tutto della corrente; l'aiuto di un paio di buoi che resesi necessario alle rapide di Piacenza, per nulla più che 1/4 di miglio fu ancor più contrariarne per l'opinione che nella realtà .
A questi motivi del fallimento dell'impresa che potremmo definire d'indole tecnica, se ne aggiunsero purtroppo altri di varia natura, che la memoria del Confalonieri enumera con estrema chiarezza, formulando in tal modo un vero e proprio atto di accusa contro l'arretratezza dell'ambiente lombardo in cui la società (ìcìVEridano si era trovala ad operare. I molteplici impedimenti doga-nari, spiega il Confalonieri, risultanti dalla collisione d'interessi delle quattro Potenze cointeressate, non ancor regolati dalla commissione per la libera navi­gazione del fiume, le difficoltà che la forza d'inerzia oppone ognora all'adottar nuove vie sovratulto nel commercio; le strane ed esagerate idee volgari, divise purtroppo anche da chi non era né doveva esser volgo, sui pericoli delle mac­chine a vapore; la minore attitudine a colali imprese di coloro che volendovi
*) Ibidem.
*) Ibidem*
3) A. A. MICHIBLI, art. eh.
*) Memoria di Federico Confalonieri in Archivio Stalo Torino.