Rassegna storica del Risorgimento

CONFALONIERI FEDERICO; PO NAVIGAZIONE 1820; PORRO LAMBERTENGHI
anno <1972>   pagina <518>
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Paolo Bernardelli
dar opera, non hanno poi l'apio di consaororvisi esclusivamente; e la soprave-nienza finalmente di altre straordinarie e graziate emmergcnze, furono le cause molteplici ohe congiurarono a paralizzare e quindi a far cessare un'impresa, che i soli errori, e le difficoltà inseparabili ognora dalle nuove introduzioni non avrebbero sicuramente bastato a far abbandonare P. )
I brevi passi sin qui citati, piccola parte della vasta memoria, dovrebbero essere sorrìdenti a chiarire il perché del fallimento dell'impresa deli'E ridano. Gli errori compiuti erano stati molti. Lo stesso Confalonieri. piò avanti nella memoria, in una specie di critica retrospettiva delle scelte fatte, si chiedeva, pensando a chi avesse voluto riprendere e portare a buon fine questa impresa da lui prediletta: Perché mai percorrere il lungo tirocinio degli errori ove altri, lian già toccato la meta?. così continuava: I tanti infelici tentativi fattisi in tutto il Continente, e l'ingiusto discredito in cui cadde in alcune parti questa navigazione, non sarebbe forse da ripeltersi (sic) principalmente dal* l'esservi voluto complicare le difficoltà di introduzione con quelle di prima costruzione? TX battello a vapore di Trieste fu già rifatto tre volte, quel di Napoli 'imputridisce inutile ne1 cantieri: VE ridano non viaggiò che imperfetta­mente sei mesi; quelli della Senna, della Garonna. del Danubio non fanno forse tutti larga testimonianza delle difficoltà di queste costruzioni?. Ed ama­ramente terminava, quasi rimproverandosi per la scelta a suo tempo fatta: Se in un colla macchina, anche lo scaffo (sic) delV Eridano avesse potuto esser costruito in Inghilterra, forse ancor di presente solcherebbe quel fiume.
Ormai era tardi e la società dell'Eridano. dispersa da eventi di ben altra gravità, non poteva certo esser lei ad attuare i saggi consigli del Confalonieri, frutto della esperienza passata. Restava tuttavia valido, per ogni futuro tentativo, l'insegnamento del Confalonieri che, riandando in quel triste momento ad un'epoca della sua vita ricca di speranze e di progetti, aveva avuto la schiettezza di non travisare la realtà di quanto era accaduto e di denunciare al contrario i vari motivi che avevano portato all'insuccesso quell'impresa che gli era stata particolarmente a cuore.
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Quale fu l'atteggiamento del governo del Lombardo-Veneto verso l'inizia­tiva del Porro Lambertenghi e del Confalonieri? Stando, come già detto, alla maggioranza degli storici, si dovrebbe rispondere che le autorità cercarono di intralciare la realizzazione dell'impresa, ravvisando anche in questa uno dei tanti tentativi, a sfondo più o meno larvatamente sovversivo, intrapresi dai due patrizi milanesi. A sostegno di questa affermazione non vengono però citati fatti o documenti, ma gli scrittori si basano genericamente su vaghe allusioni quali traspaiono da alcune lettere del Confalonieri. Esaminando invece in ma­niera più approfondita la vicenda, si deve rilevare che il governo austriaco adottò nn atteggiamento opposto a quello normalmente creduto, cercando di venire incontro, ove possibile, al Porro e al Confalonieri e appianare i molti non facili problemi.
Vediamo quindi quale fu il comportamento dell'autorità di governo. Il 16 maggio 1820 una Sovrane Venerata Risoluzione dell'Imperatore accordava
t) Ibidem* 2) Ibidem,