Rassegna storica del Risorgimento

CONFALONIERI FEDERICO; PO NAVIGAZIONE 1820; PORRO LAMBERTENGHI
anno <1972>   pagina <519>
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La navigazione a vapore sul Po
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al conte Luigi Porro Lambertenghi il privilegio eurin-ivo per quindici anni onde esercitare la navigazione sul fiume Po e sulle altre acque del Regno Lom-bardo- eneio colle barche a vapore da lui inventate. ' '
A quella data il battello a vapore era già pronto a Venezia in attesa delle regolari autorizzazioni per iniziare i suoi viaggi sul Po. Il permesso da Vienna aveva tardato parecchio, se si pensa die la richiesta di privilegio datava del marzo 1818. Ciò non toglie che il governo di Milano avesse appoggiato a Vienna la domanda; il 31 luglio 1819 così aveva scritto all'I. R. Commissione Aulica di Commercio a Vienna: Il Governo quindi non sa dispensarsi lail'appoggiare la domanda a cod. L R. Commissione Aulica di Commercio onde gli {al conte Porro) venga concessa l'implorata surriferita Patente *'*
In quell'anno 1819 il Porro aveva ottenuto secondo quanto previsto dalla notificazione del 6 gennaio 1818 riguardante le norme principali sulla naviga* zione a vapore, l'agevolazione di poter importare macchina a vapore e battello in esenzione di tasse e diritti doganali.
Trattandosi di un meccanismo necessario per attuare anche in queste Provincie la navigazione a vapore dava istruzioni il governo all'I. R. Dire­zione delle Dogane ha determinato il Governo di secondare la istanza del Sig. Conte Luigi Porro Lambertenghi e di accordargli la esente importazione dei pezzi componenti il detto meccanismo e la barca costruita in Genova >.3)
Ma il battello, invece di venire introdotto nel Lombardo-Veneto per la via di Pavia, raggiungeva Venezia navigando lungo le coste d'Italia ed iniziava la risalita del Po da questa città. L'Intendenza di Mantova, ignorando l'esenzione accordata, assoggettava il battello al dazio d'entrata; ma il governo, confermando quanto deciso, imponeva la restituzione della somma percepita. 4>
Ben si rendeva conto il Porro che per far vivere e prosperare questa inizia* Uva, occorreva che i governi confinanti con il Po rinunciassero a percepire quei dazi o diritti di transito che al momento paralizzavano qualsiasi tentativo di na­vigazione. Si rivolgeva quindi ai vari governi per chiedere quelle agevolazioni ohe consentissero al battello Eridano di navigare liberamente sul Po.
In questi termini scriveva il Porro al consigliere del duca di Modena, Gio­vanni Maria Poli: Sig. Consigliere, a norma di quanto V. S. IU.ma si com­piacque di dirmi, eccole la copia del ricorso da noi presentato a S. E. il Sig. Presidente del n.so Governo onde ottenere dalla Commissione incaricata di sten-dere i regolamenti per la navigazione del Po, delle provvidenze alnien provvi­sorie acciò possa il Bastimento a Vapore da noi fatto costruire, navigare libera­mente senza pagare quei diritti enormi, che ora paralizzano totalmente la navi­gazione sud. È inutile che ripeta a V. S. III.ma le ragioni che militano a favore della nostra domanda sia per la natura del Bastimento nostro che navigando sempre a filone libero non ha luogo a recarsi saltuariamente su i diversi Terri­tori dei Principi italiani lungo il Po: come pure sui vantaggi che a quei mede-
') Lettera del Goees da Vienna del 5 giugno 1820 al Governo della Lombardia, in Archivio di Stato di Milano, Navigazione a vapore, P. G cartella n. 14.
0 Lettera del Governo di Milano all'I. R. Commissione Aulica di Commercio in Vienna del 31 luglio 1819, in Archivio Stato Milano, cit.
3) Lettera del Governo all'I. R. Direzione delle Dogana del 4 agosto 1819, in Archivio Stato Milano, cit.
4) Lettera dell'Intendenza di Mantova ni Governo di Milano del 22 luglio 1820 e risposta del Governo del 26 -luglio 1820, in Archivio Stato Milano, cit.