Rassegna storica del Risorgimento
MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO MOSTRE
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1972
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pagina
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610
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610 Libri 'fi periodici
CARLO ILAHIONE PETITTÌ DI RORETO, Opere scelte, a cura di CIAK MARIO BRAVO; Torino, Fondazione L. Einaudi, 1969, in 8", voli. 2, pp. 1021-1135. S.p.
Gli stadi recenti sullo classe dirigente italiana tra la fine del '700 e l'età del Ri scorgimento, sull'evoluzione intellettuale e sociale, con ampliamento e prosecuzione di ricerche avviate molta decenni fa dal Cìnse a con L'origine del programma per Popi' nione nazionale italiana o dal Green li old. hanno dato ottimi risultati relativamente ad alcune figure di politici, economisti, scrittori, come Cavour, Cattaneo, Arrivabene, J acini ecc. In questa area dà ricerche è da porre la pubblicazione di un imponente numero di scritti, noti e no, di Carlo llarione Petittì di Roreto, che, per lunghi anni funzionario dello Stato a vari livelli durante la restaurazione in Piemonte, dal 1831 alla morte (1850) diede un cospicuo contributo alle riforme nel perìodo cario* al benino, specie con missioni all'estero, con relazioni, nel Consiglio di Stato ecc.; e fu l'espressione di una parte della classe dirigente piemontese dì quegli anni per il liberalismo moderato che traspare dai suoi scritti.
Tralasciando di proposito ogni riferimento alle meditazioni di carattere politico (rivoluzione del '21; attuale condizione governativa, 1831; attuale condizione del Risorgimento italiano, 1848) che meriterebbero un discorso a parte, importa rilevare Pam* piazza degli interessi economico-culturali del Petittì che, con la fiducia nel sistema liberistico in via di sviluppo in Europa e nella libertà economica all'interno, ebbe modo di manifestare chiaramente (al di là dei rendiconti di carattere tecnico, amministrativo o statistico, circa i Monti di Pietà, la giustizia penale, le condizioni delle carceri, gli istituti caritativi, i problemi doganali, bancari ecc.) almeno due aspetti dell'orientamento politico-economico moderato, a contatto con gli ambienti liberali di altri paesi europei. Le pagine infatti sul lavoro dei fanciulli nelle manifatture, e sulle strade ferrate e loro ordinamento rientrano veramente in un sistema di valori ebe (sotto il profilo filantropico per un verso, e nell'ambito dello spirito di progresso per l'altro) faticosamente si andavano facendo strada nella penisola, per largo tratto e per lunghi decenni ancora soggetta alla dominazione straniera. È da dire che tali valori, nei paesi più avanzati d'Europa sotto il profilo economico-sociale, si erano affermati soprattutto per merito di economista, scrittori, uomini di governo di parte liberale. Lo studio .'lille ferrovie da costruirsi in Italia, mentre rese celebre il Petittì in ogni punto della penisola e lo fece considerare il primo ** consulente ufficiale " sull'argomento (...), scoprì anche nel Petittì prospettive politiche nuove, di unità nazionale, di necessità di pervenire a questa "liberalmente" e non soltanto " liberi sticamente "; talché le riforme dell'autunno 1847 lo trovarono preparato (II, p. 10061.
Ottimo lavoro di recupero ha compiuto il Bravo, in questa sua raccolta di Opere scelte del Petittì che, oltre la nota critica, raccomanda per la bibliografia degli scritti e un elenco di lettere manoscritte o a stampa.
RENATO GIUSTI
SALVATORE CANDIDO, Giuseppe Garibaldi nel. Rio della Piata (1841-1848); Firenze, Ed. Valmartina, 1972, in 8", pp. 312. L. 3.50Q.
É il volume primo sull'argomento, e riguarda il primo periodo dell'azione garibaldina che va dal ritorno a Montevideo olla spedizione "suicida" nel Rio Paranà: 1841-1842 .
Paolo Sennino che dirige la Sezione Storica del Centro di Ricerche America Latina (C.N.R.) nella sua chiarissima Presentazione informativa scrive: La narra zione, in cinque capitoli, si snodo, con apparato critico, sulla scorta di un'autorevole bibliografia a cui fanno capo, oltre che le Memorie dello stesso Garibaldi e quanto su questo personaggio hanno scritto Alberto Gavsciocchi, Alessandro Dumas, Anita Italia Garibaldi, Giuseppe Guerzorà, Gustavo Sacerdote, Cesare Speliamoli, Jeseie Mario White, gli studi di Carlos F. Burraza, di Ricordo E. Caillet Boia, di Angel Justiniano Carranza, di Isidoro De Maria, dì Gaio Gradenigo, di Seleni bri no. L'arricchisce una appendice di quarantasei documenti, di cui 35 inediti, che insieme gettano nuovissima