Rassegna storica del Risorgimento
MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO MOSTRE
anno
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1972
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664
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Vita di'U'hlUulo
sostanza, in quel l'ut.*! il morale elio, accompagnato all'impegno polilìro raratterizzn e qualiliru l'azione e il pensiero di Mazzini.
Qaindj è impossibile fare un iato fra Mazzini religioso > e e Mazzini politico ; oppure calcare su uno solo degli aspetti Iella personalità mazziniana. Mazzini fu essenzialmente un politico e un rivoluzionario che non poteva non recepire nella sua formazione anche gli umori della problematica intellettuale e religiosa del tempo, una problematica che egli filtrò attraverso una personale concezione morale di educazione dei popoli e della società e che si trasformava, proprio per questa finalità realistica, in iniziativa politica. La relazione della Morelli Da Roma all'Italia ha segnalo con chiarezza le svolte cruciali dell'azione mazziniana: dal fallimento della Repubblica Romana, che -pure rappresenta uno dei momenti più alta dell'azione mazziniana e della temperie risorgimentale, al 1870. Quando le truppe italiane entrano in Roma Mazzini è chiuso nel carcere di Gaeta sotto l'accusa di avere tentato di sollevare la Sicilia. Mazzini è consapevole che ormai il tempo delle sollevazioni, delle insurrezioni e finito ed occorre riversare la propria azione nell'organizzazione del movi mento operaio, nel dibattere i problemi sociali che sono venuti prepotentemente alla ribalta. Nasce il Patto di Fratellanza. Mazzini morirà solo, straniero in patria, ma, come ha detto la Morelli, anche se quasi tutti i suoi obiettivi non sono stati tradotti in realtà, egli appare più politico di tanti altri uomini e pensatori del Risorgimento. È molto più concreto nella sua impostazione ideologica di un Gioberti e di un Balbo.
Ma il Convegno non ha esaurito il suo interesse solo nel confronto di idee, nella verifica di alcune interpretazioni storiografiche, nell'approfondire i molteplici aspetti politica, culturali e morali dell'opera e dell'azione di Mazzini come è avvenuto con le apprezzate relazioni di Ghisalherti, di Giumella e della Morelli e con il nutrito dibattito che ne è seguito (e ci dispiace non potere dare ampio informazione, come sarebbe stato invece auspicabile, dei numerosi interventi che sono stati illuminanti a chiarire una situazione, un problema), ma ha assunto un carattere nuovo e stimolante nella terza giornata di lavori, nella partecipazione diretta di studenti ad un incontro con i maggiori studiosi del Risorgimento. Ciò è valso e vogliamo sottolineare la felice iniziativa a fare perdere alla celebrazione, al convegno di studio quel carattere ufficiale, accademico che lo rende distante e freddo dall'argomento trattato. Tra gli istituti che hanno preso parte ai lavori con numerosa rappresentanza dì docenti e studenti si sono distinti i licei Cavour , Angusto , Vivono , < Righi e Avo-cadro , l'Istituto Tecnico Giovanni da Verrazzano e l'Istituto Magistrale dì Viterbo.
Il dibattito è stato avviato dalla professoressa Morelli, la quale ha compiato un rapido ma chiaro excursus sulla storiografia mazziniana facendo risaltare le diverse linee Interpretative; poi ha esaminato i manuali di storia, i testi scolastici in uso negli istituti rilevando in alcuni la genericità e la tendenziosità della informazione. Ghisalberti ha opportunamente rimarcato come ì manuali scolastici siano in ritardo nello acquisire i nuovi contributi derivati dalla ricerca scientifica universitaria. Dì Porto ha sottolineato, a sua volta, come non esistano rapporti più stretti fra scuola secondaria e università e questo è uno dei motivi per cui i testi recepiscono con ritardo i contributi della più moderna storiografia. Di Porto ha giustamente rilevato che in alcuni studiosi di educazione marxista si tende a limitare la portata sodale del pensiero di Mazzini. Un dibattito interessante, vivace ha caratterizzato l'ultima giornata dei lavori. Un dialogo fecondo si è intrecciato fra docenti e studenti. Un tentativo riuscito per fare perdere olla scuola italiana quell'uffici alita che è anche uno dei motivi di ritardo del rinnovamento della scuola .
TRENTO. - Il 15 ottobre si è tonata l'Assemblea annuale dello Deputazione dì storia patria per le Venezie. Il prof, Umberto Corsini, presidente del Comitato dell'Istituto, ha pronunciato un discorso sul tema : I deputati delle terre Italiane ai parlamenti viennesi . Il prof. Corsini è subentrato al compianto prof. Agazzi nel Consiglio di presidenza dell'Istituto quale rappresentante di Comitato.