Rassegna storica del Risorgimento
UNIVERSIT? ITALIANA AUSTRIA
anno
<
1973
>
pagina
<
84
>
84 Angelo Ara
tatto, con maggiore incisività ed ampiezza, VnlldeutscUer Stein ,J reclamano una difesa rigida, radicale, intransigente dell'egemonia tedesca nella monarchia absburgica: nalionale Politik treiben hejsst afferma Stein alando Bi-smarck keinen Fuss breit deutseher Erde unii keinen Titel deutsches Rechtea jemals predszugeben . Una linea di tal genere, che postula la salvaguardia di tutte le tracce germaniche nelle aree che hanno fatto parte della confederazione germanica, non si può esaurire, nonostante le premesse, in mi indirizzo difensivo; essa implica una spinta offensiva, per tentare un recupero, per quanto antistorico e assurdo esso sia, di una germanicità ormai remota e scomparsa. Da qui deriva la richiesta di proclamare il tedesco Staatssprache; da qui l'opposizione recisa sulla base del programma di Linz ad istituti superiori d'istruzione di lingua non tedesca in suolo austriaco.2) L'opposizione alla facoltà italiana di Rovereto, come a qualunque altra facoltà italiana in qualsiasi sede, è conseguenza logica di questo punto programmatico.3) Stein teme anche che il cedimento ad una nazionalità, apra poi la strada ad un accoglimento integrale delle rivendicazioni di tutte le altre nazionalità. E la discussione parlamentare sul progetto di Rovereto mette in luce quanto fosse fondato da parte tedesca questo timore. Gli interventi nel dibattito di rappresentanti delle diverse stirpi slave della monarchia, che rivendicano a loro volta istituti universitari, testimoniano e confermano la stretta interdipendenza tra le aspirazioni dei diversi gruppi nazionali.4)
Nel clima del 1905, in un momento in cui il risveglio nazionale aveva ormai investito anche le nazioni senza storia , appariva inconcepibile la linea governativa, che distingueva tra le nazioni legittimate dal proprio passato e dal proprio patrimonio culturale a disporre dì strumenti di cultura superiore, e quelle che non avevano raggiunto il grado di sviluppo che giustificava tali aspirazioni. L'indirizzo governativo della concessione isolata sembra ormai improponibile, non rispondente alla realtà nazionale del bacino danubiano. La cri* tira più puntuale e più esatta a questa prospettiva errata con la quale il governo
stando la battaglia parlamentare, sembra serpeggiare sia nell'intervento di Erler che nell'articolo del foglio tirolese, allorché ai rimprovera a grappi politici e opinione pubblica austro-tedesca di non sentire le lotte per ài Deutschtum dei tirolesi con la stessa intensità con la quale condividevano quelle dei tedeschi dei Sudeti. Si torna cioè a determinare quel dissidio che era parso superato nel momento più caldo del novembre 1904.
t) L'intervento del deputato Stein è in SflL, A.IL, loc. cfc, pp. 29668-73.
2) È interessante rilevare come Stein sostenga ohe, per quanto queste condizioni possano sembrare dure alle nazioni non tedesche d'Austria, esse sono comunque più convenienti per loro di quelle a eoi dovrebbero sottostare in un eventuale futuro nell'interno di uno grande Germania. L'annessione al Iteteli germanico viene presentata come alternativa politica ella mancata attuazione in Austria di un indirizzo tedesco-nazionale.
3) Stein ed Erler temono anche che la facoltà ludi ima di Rovereto, se realizzata, preluda ad un egre*o del Deutschtum in Tàrolo. Il Tirolor Tagblati, 16 maggio 1905, esprime in modo pregnante il sonito di abbandono e delusione dei tedesco-nazionali del Tirolo, per una decisione che sembra minacciare la loro provincia; (principio della politica governativo è: uni HimmelH wilieti ja mrgends ant osseo und wonn echon, am eh sten nodi liei òen Oeutschen .
4) Cfr. gli interventi dei deputaci Romanczuk, 2u6ek e Ploy, in SJ*.R., AJIn XV1L Sewionc, 332. Seduta, 13 maggio 1905, pp. 2964344, 2966648, 29673-74.