Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1914>   pagina <514>
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con queste parole : . gj il nuovo lavoro doveva essere anzi ogu'al* tra cosa morale, non angustamente politico; religioso non negativo; fondato su principii, non su teoriche d'interessi: sul dovere non sul benessere .
Egli, filosofo e poeta ad un tempo, aveva immaginato la pre­detta formola Dio e Popolo, e animato da purissime idealità, eser­citò un penetrante apostolato, col quale educava le moltitudini all'adempimento d'ogni dovere, verso la patria, verso la famiglia, verso l'umanità; le incitava a prepararsi con abnegazione e con ogni sacrificio, a combattere e morire per la santa causa dell'Italia e della libertà. E come tale apostolato fosse potente ispiratore dì ogni virtù, dimostra là storia di quei forti caratteri che, obbedendo al fascino di lui, affrontarono ogni pericolo, e seppero eroicamente morire sui patiboli o nelle più audaci belliche imprese.
Gli elevati suoi pensieri, ispirati da evangelica devozione, tra­dusse di pòi nel prezioso libro: I doveri dell*uomo, che ancora si legge provando singolari emozioni, perchè in- ogni. parte olezzante del prorumo della virtù, e tendente a ispirare sublimi ideali, a propagare H fuoco del patriottismo, la scuola del'martino.
Nell'esercizio dell'apostolato egli fu instancabile: né si trova nella storia il ricordo di altri uomini che abbiano spesa tutta la vita nel preparare simili trame, tendenti ad un altissimo line. Egli, ce­lato, per così dire, nell'ombra, ordiva la rete della cospirazione, per la . Giovine Italia , ma certamente si illudeva, poiché da prin­cipio, la sua azione non poteva diffondersi rapidamente. I cospi­ratori erano pochi e, chiusi in un ambito molto angusto, non si agi­tavano. Il tentativo: elei fratelli-Bandiera nel X844, destò ammira­zione e promosse patriottico risveglio; ma fu un lampo scintillante che non valse a generare e propagare propositi rivoluzionari. 11 che dimostrò essere sempre e che d popoli si destano .si muo­vono e insorgono solo aliar quando gli avvenimenti esterni creano la fiducia nella vittoria. Tuttavia l'azione dei cospiratori, produsse un effetto salutare di preparazione, che divampò nel 1848 e si dif­fuse .di poi nell'ultimo periodo, cioè dopo il 1849.
La-rivoluzione, sebbene allora duramente repressa, aveva gene­rato nelle popolazioni italiane, un inestinguibile fermento, pur fo­mentato dalla, dura oppressione esercitata dagli aborriti: tiranni stranieri ed indigeni. La forzata inazione, l'atteggiamento pacifico