Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE; MAZZINIANESIMO; SICILIA STORIA 1869-1870
anno
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1973
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pagina
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187
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HH FONTI E MEMORIE
I H I LA SICILIA E MAZZINI H
L'ultima speranza di una iniziativa repubblicana
Gli ultimi anni della vita di Mazzini furono i primi del Regno d'Italia: anni, in coi al più alto animatore del nostro movimento unitario toccava di assistere agli estremi, disperali sussulti dell'iniziativa, al dissolvimento dell'organizzazione, al declino dell'idealità repubblicana tra i suoi più o meno vecchi compagni di lotta, e, più generalmente, alla crisi dell'etica risorgimentale nei suoi termini idealistici e romantici.
Se non volgeva a dottrine e programmi anarchici e materialistici, in cerca di nuove indicazioni etiche, politiche, sociali, da più anni la maggior parte dei democratici volgeva, quanto meno, da Mazzini a Garibaldi: da forza eversiva nei confronti, dei vecchi regimi assolutistici, si era tramutata in corrente extraparlamentare nell'ambito del nuovo sistema unitario, e, poi, in opposizione costituzionale, con una piattaforma elettorale, teoricamente, intransigente: praticamente, addomesticata alla gestione monarchica dell'azienda politico-militare e di quella animinislrativo-burocratica, di giorno in giorno sempre più consolidantisi nel Paese, nonostante le non poche carenze e meschinità.
Tra gli scritti di Mazzini, malgrado tutti, i doverosi tentativi di recupero, non mancano esplicite affermazioni sull'incapacità morale e politica di Garibaldi e del garibaldinismo di dar fuoco alle polveri dì un deciso pronunciamento repubblicano; ed una certa schifiltosità di Garibaldi nei confronti, di Mazzini, prima ancora di Mentana, derivava dall'intima consapevolezza che quanto Mazzini rimproverava al suo strano, filosofico repubblicanesimo rispondeva sostanzialmente al vero.
A quei rimproveri reagiva rimproverando a Mazzini un'intransigenza dottrinale al limite di una senile fissazione; ina egli, da lungo tempo accettava intimamente il Regno d'Italia e, con esso, la dinastia sabauda; Regno e dinastia avevano d'altronde risucchiato nella scia dei loro successi numerosi garibaldini, tanto influenti quanto in vista, ai quali Mazzini rimproverava di essere divenuti tanto indecisi nella conclusione repubblicana più che certa, essi che, tante volte, avevano esposto così decisamente la vita nelle insurrezioni e nelle battaglie più incerte degli anni trascorsi.
Mazzini era tormentosamente roso da quella riprovevole inerzia, soprattutto di tanti suoi amici d'un tempo, dinanzi ad un'Italia né interamente unita né veramente libera, oggetto della politica di Napoleone III