Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE; MAZZINIANESIMO; SICILIA STORIA 1869-1870
anno <1973>   pagina <190>
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190 Francesco Luigi Oddo
esser colpa d'intelletto non educalo: il non risentirsi di ciò che offende l'onore e la dignità della Nazione è vizio del cuore, e ci condanna se durerà a vita servile per mezzo secolo . ')
Soltanto qualche giorno dopo, alludendo ai fatti dì Milano del 16 aprile, scriveva al Taylor che l'imprudenza di una frazione repubblicana aveva attirato l'attenzione del governo su Milano, facendone un punto non più adatto ad assumere, ma solo a seguire un'iniziativa sorgente in altra parte d'Italia. Di tale iniziativa attendeva notizie, che lo avrebbero deciso a partire per l'Inghilterra oppure a privarsi di questo piacere; ma da Milano, per il momento, non sperava più grandi cose. Tuttavia professava una fede costante nel finale trionfo repubblicano, al quale bisognava assiduamente prepararsi e preparare -gli altri, prima che fosse la Francia a prendere l'ini­ziativa del riordinamento repubblicano dell'Europa, per il quale era più adatta l'Italia.2) In quelle stesse ore formulava un proclama, con la data del giugno, da lanciare in caso di insurrezione repubblicana al Nord o al Centro d'Italia. In quel momento la Sicilia non costituiva per Mazzini un punto di possibile iniziativa, ma. semmai, un punto disposto a seguirla più o meno prontamente e vigorosamente.3) Mazzini avvertiva che le con­seguenze politiche, giudiziarie, morali del moto palermitano anonimo del settembre 1866 ad uggia vano gravemente l'impegno rivoluzionario dei suoi amici siciliani.
In quanto al continente centro-settentrionale, confidava nella solle­vazione di una città importante, ma, quanto meno, anche nell'azione di forti e numerose bande, purché contemporaneamente in più punti d'Italia. in modo da impegnare seriamente nelle più diverse direzioni l'organizza­zione militare del regime monarchico, nel cui disfacimento gli facevano sperar bene il malumore, l'insofferenza, la presunta infedeltà dei bassi ufficiali e soprattutto della bassa forza meno insensibile alla propaganda re­pubblicana. 4>
In un momento non esattamente precisabile di quello stesso maggio, egli scriveva ad Alfonso Gòamìzzo, a Messina, che il frequente gridar al moto, che poi non ha luogo a screditava interamente il partito. Pensasse Góarrizzo al Napoletano: egli avrebbe pensato alle Romagne e alle Marche. Se il Napoletano fosse insorto, queste avrebbero immediatamente seguito.Sl
i) /w,pp. 11-12.
2). Ivit p. 3.4: Lesto ingioio. Per ì fatti di Milano, ni quali Mozzini allude, si veda anche EDOAMJO PANTANO, Mcmorìn, Bologna, 1933. pp. 299-310; CABLO TIVAUONI, Stona crìtica del Risorgimento italiano. L'Italia degli Italiani, L III (1866-1870), Torino, 1897, pp. 110-111.
3) /., voi. LXXXVIII. pp. I617i leu. del 31 maggio 1869, Bonze indirizzo.
*) Ibidem: inoltre p. 31.
3) Ivi, p. 19.