Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE; MAZZINIANESIMO; SICILIA STORIA 1869-1870
anno <1973>   pagina <195>
immagine non disponibile

La Sicilia e Mazzini 195
sconsigliava al momento ogni spedizione nella direzione di Roma, mentre raccomandava ai Messinesi cautela e calma nei loro preparativi. Diceva al Giannelli di non condividere egli l'opinione di Procaccini sul poco valore da darsi a un moto siciliano : tutti, tutti partivano, secondo lui, dagli effetti negativi del moto anonimo e non coordinato con nessuna azione repubblicana altrove, cioè dellInsurrezione palermitana del settem­bre 1866 (una ulteriore testimonianza, questa, della estraneità ad essa dei mazziniani). Ma un moto generale dell'Isola e sotto bandiera esplicita, con Manifesto firmato da me e da altri scriveva sarebbe cosa diversa. Comunque, spero d'avere il nord come il sud; e nord o sud credo ch'entro Panno avremo riniziativa. Non temo che le ciarle e le lettere . Temeva, infatti, che una corrispondenza imprudente potesse attirare l'attenzione del governo sulla Sicilia: al processo di Genova, i giudici avevano esibito come prove moltissime lettere imprudenti: Per la Sicilia non c'è bisogno d'altro: sono in pieno contatto e ora 'basto io. Non scrivete per animare o per altro. Bisognerebbe anzi attirare i timori del Governo sull'iniziativa presunta di ama zona non destinata a darla, la Piemontese, Torino per esempio . Giannelli avrebbe potuto agire in Toscana, nel mo­mento in cui egli si fosse recato, come sperava, sul posto dell'iniziativa. Si doveva contare sui reduci toscani, come di ogni altra parte d'Italia. Non riteneva dunque assoluto l'ascendente di Garibaldi su di loro.
Ma, da una lettera all'altra, ora si esprimeva fiducia nell'imminenza del desiderato avvenimento, ora insorgeva una nuova perplessità sul luogo deCinizialiva. non certamente dovuta a prudenziale reticenza. 5*
Qualche improvvisa speranza fornitagli dai seguaci piemontesi gli faceva raccomandare, nel settembre 1869, che il punto di Alessandria avesse, con tutte le dovute cautele, l'assoluta attenzione di quanti cerca­vano un luogo adatto per l'iniziativa: l'attacco a quella cittadella avrebbe avuto, oltre che un'importanza militare, un immenso prestigio morale, insieme con la possibilità di trascinare immediatamente nel moto tanto Genova che Torino. Non si sguarnissero, perciò, quei punti dei loro gio­vani, spostandoli altrove: pur da un'apparente situazione di pazienza e di rassegnazione, secondo Mazzini, poteva improvvisamente scaturire il moto più ricco di conseguenze: a Persisto in credere scriveva al Nar­ratone che mal si giudica a cose quiete di ciò che, oggi latente, può manifestarsi se otteniamo una iniziativa, un primo successo, una prima defezione di truppa e l'impianto di un Governo Insurrezionale che diffonda un buon manficsto .3J
i) loiy p. 187. Per l'infingo dot comitati repubblicani siciliani ed in particolare del Pantano m queste precisazioni del Mazzini si cFir. E. PANTANO, op. eit.r p. 3d2.
2) S.EJ., voi. LXXXVIII, pp. 190-191.
3) M, pp. 193195.