Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE; MAZZINIANESIMO; SICILIA STORIA 1869-1870
anno <1973>   pagina <202>
immagine non disponibile

20 u Francesco Luigi Oddo
come Missori, da cui otteneva molte parole, ma nessuna azione: si trattava di uomini dal passato senza meno eroico, ma che ora costituivano una vera zavorra per il partito, che ai doveva ricordare era un Partito d'Azione, non un partilo parlamentare, da starsene a chiacchierare, per­dendo le occasioni più opportune. Bisognava, infatti, far prima della Fran­cia, prima che scoppiasse una guerra e Napoleone, per sua opportunità, cedesse Roma a Vittorio Emanuele, magari come vicario temporale del papa. Poco prima di quella probabile alleanza, andava fatto in Italia un moto repubblicano serio, in modo che al Re d'Italia fosse impossibile aiutare Napoleone ed esserne aiutato. Mazzini calcolava lucidamente che ima eventuale assegnazione di Roma a Vittorio Emanuele II avrebbe se­gnato un grave, forse un irreparabile rinvio per di partito e per la istitu­zione di una repubblica italiana.l)
Dopo i gravi incidenti di Genova del 3 agosto 1870, per la sentenza contro Luigi Stallo, Mazzini scriveva un proclama, di cui chiedeva alcune copie a stampa da portare con sé altrove, certamente in Sicilia, mentre protestava per essere stato avvertito troppo tardi e non aver potuto prov­vedere più tempestivamente: Le opportunità ripeteva anche quella volta sorgeranno e sfumeranno, perché non afferrate immediata­mente ; 2) il tono di Mazzini diventava sempre più secco e stanco, come di chi si è accorto 'bene di parlare a gente un po' sorda d'orecchio. Dopo avere tanto lungamente sperato che la sua Genova fosse la prima a dare il segno dell'insurrezione all'Italia, sembrava accorgersi che non sarebbe stata quasi certamente neanche la seconda. Sicché, nel cuore di Mazzini, in quell'agosto 1870, la Sicilia era quasi tutto, tanto più che egli indovi­nava esattamente che quello era un momento storicamente importantissimo e che era inderogabile il bisogno di una vittoria sopra un punto impor­tante .3) Fino all'ultimo, esortava il comitato Genovese: non v'era gari-baldinismo frenante; vi era la consociazione delle società operaie; vi era la marineria; avrebbe seguito un buon numero di giovani della media e della piccola borghesia, commercianti, avvocali, impiegati negli studi le­gali, procuratori, bottegai, ecc.: Davanti al popolo sollevato ricordava la truppa si smembra ; Genova non aveva, di fronte all'Italia, minor prestigio politico di Milano; <c Cosi non può durare sembra quasi gridare ai Genovesi bisogna che qualcuno rompa questo cerchio magico, per entro il quale giriamo da un anno e mezzo, e che uccide, a poco a poco, uomini e forze e fiducia del Partito. Se avrò da voi risposta negativa, pen­serò sHo debba assumermi, anche solo, la responsabilità di un fatto nella
0 Ivi, pp. 298, 314-315.
2) Ivi, voi. XC, pp. 3-4.
3) Ivi, pp. 9, 12.