Rassegna storica del Risorgimento

GOZZE LUCA; SLAVI MERIDIONALI PROGETTO DI UNA SOCIET? CATTOLICA
anno <1973>   pagina <210>
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210 Giuseppe Pierazzi
ont été ouverles à l'influence exelusive, et à l'action corruptrice el desséchante de l'église oflìcielle de Russie . Il Cozze non commette Io sbaglio di identifi­care la Chiesa russa con l'ortodossia, e si fa premura di sottolinearlo nella nota a pie di pagina, che purtroppo ci è pervenuta mutila. A preoccuparlo è l'en-vahissement corrosif de l'église politique de St Petcrsbourg cioè la solida­rietà religiosa ortodossa come scrìve il Tamborra commentando il rapporto di Terlecki al papa fatta valere in sede politica.'1
Nel proporre la sua società, il Cozze si riallaccia espressamente a quella Société Orientale pour l'Union de tous les Chrétiens d'Oricnt che, il 17 ghigno 1847, veniva fondata, per iniziativa del cardinal Fransoni, prefetto di Propaganda Fide, a Roma. Questa società, che si proponeva di svolgere una vivace attività culturale tra i cristiani orientali, pur nel rispetto della loro indi* vidualità sul piano delle tradizioni e dei riti, non sopravvisse alle burrasche del *48.2) II Gozze si prefisse di continuare l'opera che essa si proponeva, pur limi* landone la sfera d'azione agli Slavi, ed in primo luogo agli Slavi del sud, che, nel momento storico attuale, gli sembravano i più esposti alla pericolosa in­fluenza russa.
Nel considerare concretamente i compiti da segnalare alla società proposta, il Gozze sottolinea in primo luogo la necessità di bandire da essa qualsiasi atti* vita manifestamente politica, e si limita realisticamente ad un avvio alquanto modesto. Per iniziare, crede sia sufficiente scegliere tra le popolazioni slave un piccolo gruppo di persone adatte, soprattutto ecclesiastici, ed offrir loro la pos­sibilità di un soggiorno in un centro culturale vivo e ricco di fermenti, come p. es. Parigi.
La fede nei valori -della vecchia civiltà europea che il Gozze non si stanca mai di riaffermare nella sua corrispondenza col Brlic non potrebbe rivelarsi in maniera più evidente. Il Gozze insomma tenta un delicato innesco di forze giovani sul vecchio tronco della cultura occidentale. La fiducia sette­centesca nella forza civilizzatrice dei lumi, di cui fa espressamente cenno nel suo manifesto, si fonde nel suo pensiero con la fiducia tutta romantica nella missione degli Slavi.
Come in altri casi, anche il programma stilato dal Gozze rimase lettera morta. Se ne può trovare forse una debole eco nei colloqui che il Brlic" ebbe a Parigi col Terlecki nell'estate del 1850. Si ventilò allora la possibilità di inviare nella capitale francese, presso il propagandista ruteno dell'unione delle Chiese, un giovane prete croato che avrebbe goduto di una borsa offerta dal vescovo Strossmayer.3)
Quanto al Gozze, non risulta, allo stato attuale della ricerca, che si fosse ulteriormente interessato al problema, benché in una lettera da Dresda assicuri ancora al giovane Brlic*: Se potrò essere ancora utile in senso religioso alla nazione, consacrerò a tale scopo tutta la mia attività e la mia esperienza .
GIUSEPPE PIERAZZI
) A. TAMBORIIA, Pio IX, la tetterà àgli orientati di., p. 352.
2) Ibidem, p. 353.
3) R. MAIXNER, op. cfo, p. 38.
*) Gradja, voi. 16 ciU, p. 90; v. pare G. PIERA zzi. Luca Gozze, diplomatico, patriqtta e cavaliere di Matta. Schizzo biografico, in Annate* de VOrdre Souverain Militaire de Matta, a. XXDC (1971), n. I-IV,