Rassegna storica del Risorgimento
?BER FERDINANDO; GIORNALI GRAN BRETAGNA 1859-1860; <
> 18
anno
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1973
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pagina
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214
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GIORNALISMO E AZIONE: FERDINANDO ÉBER CORRISPONDENTE DEL TIMES J>
NEL 1859-1860
La lunga campagna diplomatica che precede la guerra del 1859 trovò il suo riscontro nell'intensificarsi dell'attività della stampa internazionale da una parte e dell'emigrazione politica dall'altra. Mentre, infatti, i maggiori giornali europei seguivano con viva attenzione, e spesso con commenti e apprezzamenti che sfociavano in polemiche, gli sviluppi della situazione, i profughi dei paesi che ebbero a subire la restaurazione dell'assolutismo austrìaco diedero maggiore impulso al loro lavoro di propaganda e di diplomazia segreta che puntava su un'azione coordinata delle forze antiaustriache per spezzare definitivamente il predominio asburgico e dare un nuovo assetto al territorio della Monarchia.
Uno di quelli che con maggiore impegno ed efficacia si adoperarono per promuovere questi piani fu il generale ungherese Giorgio Klapka, tra i principali capi militari della guerra d'indipendenza del 1848**49, difensore, fin dopo l'armistizio, del castello di Komàrom, e, quindi, profugo in Svizzera dove lavorava alla Banque de Suisse. A Ginevra, appunto, già nel 1856, egli ebbe occasione di conoscere, tramite il banchiere James Fazy. il Cavour reduce dal congresso di Parigi. *) Con Klapka, in un nuovo incontro del 6 gennaio 1859, il primo ministro sardo discusse il piano di una comune azione militare italo-ungherese in caso di guerra. Si trattava, in sostanza, di costituire in Italia una legione ungherese con gli emigrati e gli elementi ungheresi disertori delle forze armate austriache di stanza nel Lombardo-Veneto e di utilizzarla per effettuare una diversione penetrando dal Sud nel territorio dell'Ungheria. Si sperava di poter assicurare un benevolo appoggio sia del governo serbo, sia di quello dei Principati Danubiani in base ad un'intesa sul futuro ordinamento politico delia regione danubiana, che tenesse conto delle aspirazioni nazionali delle diverse razze che vi convivevano. Klapka confidava, inoltre, che la comparsa del corpo di spedizione sui confini ungheresi avrebbe trasformato in una nuova insurrezione armata il sordo malcontento che da dieci anni covava nel paese. Nei contatti e nelle trattative che nei mesi successivi il Klapka ebbe con altri esponenti dell'emigrazione ungherese primo di tutti lo stesso Kossuth da una parte, e con i responsabili della politica sarda e francese ivi compreso l'imperatore e il principe Napoleone - dall'altra2) venne delineandosi
i) Git KLAPIVA, EmUkeìmb'ól [1 miei ricordi], Budapest, 1886, pp. 411-412. Il Cavour anche in seguito continuava a considerare ìt Klapka. come ; Le plus raisonnnblo et le plus distingue dei Chef de l'emigro lion Hongroise . (Cavour a YimercaU. Torino, 21 febbraio 1861. in / documenti diplomatici italiani, I serie, voi. 1, p. 4); o ancora: <t Cesi un horame d'un mèrito solide, sur lequel on peut compter d'ime facon absolue . (Cavour a Vlmer-cati, 2 marzo '61, Ibidem, p. 24).
2) L. CHIALA, Politica segreta di Napoleone III e Cavour in Italia e in Ungheria* Torino, 1895; E. KASTN.HR, Il contributo ungherese nella guerra del 1859, Firenze, 1934;