Rassegna storica del Risorgimento

?BER FERDINANDO; GIORNALI GRAN BRETAGNA 1859-1860; <> 18
anno <1973>   pagina <216>
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216 Magda Jdszay
t al più, all'indicazione from our own eorrespondent o fremi our special cór-respondent >. In questa qualità appunto l'Éber era stato mandato, nel marzo 1854, in Grecia, da dove nel dicembre dello stesso anno era passato in Crimea con l'incarico di informare sulle operazioni belliche. ') Dopo la conclusione della guerra di Crimea, Éber si era stabilito a Costantinopoli. L'arrivo di Klapka, il quale si adoperava anche ad organizzare gli elementi più capaci dell'emigra­zione ungherese in Oriente, avrà comunicato anche a quest'uomo di cultura, di indole così calma e riservata, lo stato di ansia e di esaltazione che la prospettiva della guerra e delle sue possibili conseguenze veniva creando tra gli esuli. Tanto è vero che l'Éber, noncurante del rischio di compromettere la propria posizione invidiabile e lautamente retribuita, deve avere lealmente rivelato al direttore am­ministrativo del Times, Mowbray Morris, le sue intenzioni di collaborare attiva­mente alla liberazione del proprio paese, se questi, il 24 marzo 1859, gli rispon­deva di non essere sorpreso della confessione, avendo già intuito i sentimenti del suo inviato, anche se formulava l'augurio che non venisse a presentarsi la situa­zione attesa dall'Éber, che lo avrebbe privato della sua collaborazione. - '
Una via poteva tuttavia aprirsi che avrebbe permesso di conciliare le esigenze del giornale con le aspirazioni patriottiche del suo corrispondente. E l'Éber concepì l'idea, e ne parlò col Klapka, di farsi mandare dal giornale in Italia, sul teatro dell'imminente conflitto. H piano non era di facile attuazione: mentre, in­fatti, il Times aveva un suo inviato presso il quartiere generale austriaco nella persona del capitano Blakely, gli alleati avevano posto divieto tassativo all'ac­cesso di giornalisti alle zone d'operazione. L'Éber, però, confidava nelle buone relazioni del Klapka e in un memoriale gli esponeva i vantaggi che la sua mis­sione non avrebbe mancato di arrecare alla causa italiana. Faceva notare che in quel momento l'opinione pubblica inglese era contraria al movimento italiano in quanto attribuiva la tensione bellica alle ambizioni della Sardegna e della Francia: dissipare le diffidenze e le prevenzioni egli spiegava era tanto più importante in quanto la presenza di un inviato inglese presso gli Austriaci prospettava il pericolo di un'informazione unilaterale del pubblico. Il quale non avrebbe accordato la sua fiducia se non a un cronista bene informato e scrupolo­samente osservante della verità. L'Éber chiedeva perciò di essere messo al cor­rente dei fatti e di avere piena libertà di pubblicarne quanto ritenesse opportuno,
*) Il 3 mazzo 1854 il manager del Times Mowbray Morris scriveva ai suo corrispon­dente a Vienna: Our man goes lo Greece- tomorrow. His name is Eber, a Hungnrian writing and apeaking Englisb as well as I do . (The Iiistory cit., voL II, p. 169). Pare che l'Éber, che in quegli anni viveva in Inghilterra mantenendosi con lezioni private, sia riuscito a ottenere l'incarico grazie ad un articolo sulla questione d'Oriente inviato al direttore del Times. (S. TBLEKX, Garibaldi ululi 1859-ben [Sotto Garibaldi, nel 1859], Budapest, 1883, p. 31). Por la vita delTÉber, v. l'articolo di ohi scrìve: Un cronista un­gherese delle gesta garibaldine: Ferdinando Éber, in H Risorgimento in Sicilia, Palermo, 1967, n* 3. Per il soggiorno dell'Éber in Crimea, v. sue lettere da Eupatorio a W. Whitc e Mra. "White, 1854-55, Archìvio Centrale di Stato - Budapest (in seguilo: ÀCS), Carte Éber, R.25.L
2) a I was noi unpropared for yotu* confesaion- A man con hardly criteri din the ardent feclings which you elicrisi! towards your country, and conceal iliein nltogether from those who are inierested to know tibem. I JJOVC ulwuys known and respected, wbilst I dcplored, your aspira fiora after national indepeudencc. I con only hope timi nn opportunity may noi soon arìse fòt attempting the execufcipr of your wishea, silice it would deprive tu of your scrvìce, and might Iead to your rum . {The History cit., voi. II, p. 284-, nota).