Rassegna storica del Risorgimento

?BER FERDINANDO; GIORNALI GRAN BRETAGNA 1859-1860; <> 18
anno <1973>   pagina <221>
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Giornalismo e adone: F. Éber
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ancora conto delle proporzioni e del carattere decisivo del grande scontro. Sol­tanto nei giorni successivi, 5, 6 e 7 giugno, da Magenta, egli invìerà nn racconto dettagliato degli avvenimenti della giornata. Alieno dalle intemperanze ambi­ziose dei reporter* della nnova scuola sempre alla ricerca del sensazionale e dei particolari impressionanti e ansiosi di far apparire la propria persona al centro degli avvenimenti, egli si propone soprattutto di dare ai lettori l'idea più esatta e la visione più completa possibile dei fatti. Indugia perciò, come premessa, nella minuziosa descrizione topografica del teatro di guerra, trac­ciando come uno scenario del dramma difficilmente, anche nei moménti cru­ciali, egli sa resistere al suo gusto innato per il paesaggio e all'arte che talvolta gli ispira pagine liriche che poco si addicono ad un corrispondente di guerra per passare poi all'esposizione delle operazioni dei singoli reparti, fino alla ricostruzione degli episodi della presa di Magenta da parte delle truppe di Mac Mahon- L'esattezza dei particolari e le conclusioni alle quali giunge rive­lano che le sue informazioni più essenziali sono dovute ai suoi stretti contatti con il quartiere generale francese. *) La sconfitta degli Austriaci viene attribuita alla loro mancanza di notizie sui movimenti dell'esercito nemico l'Éber fa un elogio alla solidarietà della popolazione e al conseguente ritardo nello schieramento delle forze, arrivate già stanche sul luogo di combattimento, non­ché all'incertezza del comando che non seppe sfruttare l'iniziale superiorità numerica.2- La prova più evidente della portata della disfatta è l'evacuazione di Milano da parte del presidio austriaco, annunziata dal giornalista in data 6 giugno. E il 7 pomeriggio egli stesso vi giunge, in un treno che trasporta i feriti. In questa testimonianza, l'atteggiamento impersonale del cronista scompare, vinto da una profonda commozione e una sincera compassione umana alla vista del tormento delle vittime della guerra. Le scene strazianti alle quali assiste, mentre mutilati e moribondi austriaci vengono trasportati nelle vetture e stesi sulla paglia, e gli urli di dolore che accompagnano le scosse del convoglio, gli suggeriscono amare considerazioni sul destino di quei soldati, costretti a sacrificarsi per una causa a loro estranea e curati con sollecitudine da coloro che per dura legge della guerra avevano procuralo le loro sofferenze.3) Fa vivo contrasto con queste dolorose rievocazioni l'atmosfera di euforica esalta­zione in cui trasporta il lettore la successiva lettera inviata da Milano libera, a town intoxicated with joy. L'Éber si compiace nella descrizione dello aspetto festoso della popolazione nelle strade, e dell'accoglienza fatta ai due sovrani al loro ingresso. Non gli sfugge nello stesso tempo il diverso grado di calore con cui vengono acclamate le prime truppe francesi e quelle piemontesi, la cui comparsa sembra suscitare nn vero delirio.4)
i) V. la testimonianze del colonnello ungherese Sondo* Telcki (op. air.., p. 43) e del Gallenga (The Hist-ory cit., p. 285). Le lettere di Éber successive alla liberazione dì Mi­lano appaiono con i tìtoli di testa The Head Quarters of the Armics in Italy .
2) The Times, 13 ghigno, p. 12, 14 giugno, p. 9. Cfr. F. PIERI, op. cit* p. 608.
3) a Wonndcd in oli stage of ugony and pam, only half clad, loro, dusty and muddy in thexr own hlood... You forgot aimost that mere was a vietory to redeem thìs dark scene, and these men, who woukl otherwise bave peacofully followed their domestic occu-pations, vere summoned to expose thcmselvcs to ali this for a causo which is not their own, which ihey know nothing abóut, not care for... The phllantropist would have been troubled by so mueh care, and the eynic luighi bave sneerod et the idea that the ver)* mea who had made the wounds, shoidd now iry to euro the mischie!, ready to begin again... a. The Times, 14 giugno, p. 9.
*) Ibidem.