Rassegna storica del Risorgimento

?BER FERDINANDO; GIORNALI GRAN BRETAGNA 1859-1860; <> 18
anno <1973>   pagina <223>
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Giornalistìto e azione: F. Éber
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l'esercito alleato, destinato a liberare i tenitori occupati prevenendo agitazioni ed evitando rischi alla popolazione, a Garibaldi, rappresentante dell'elemento popolare nella lotta per l'indipendenza, era stato affidato il compito di mobilitare gli abitanti delle zone montuose del Nord e di suscitare una vera guerriglia po­polare, l'Éber stesso sembra già conquistato dal fascino dell'uomo al quale si sarebbe poi legato con vera amicizia. Il suo tono assume un calore insolito quando rievoca le tappe dell'avventurosa campagna del piccolo corpo, sempre all'avan­guardia dell'esercito alleato, ardito nell'affrontare i rìschi dell'azione in un ter­ritorio occupato dal nemico. E conclude che solo la personalità di un capo come Garibaldi, che ispira cieca obbedienza e fiducia sicura nella sua fortuna e abilità, ha potuto portare al successo i suoi uomini trasformati in un vero corps d'elite, e contare con sicurezza sul concorso della popolazione che insorgeva al suo apparire. *' Ansioso di assicurare le simpatie del pubblico inglese aìTitaluin mo-vement spesso travisato dalla stampa filoaustriaca, l'Éber tende a far risaltare 0. caloroso consenso della popolazione lombarda, grazie al quale il passaggio dal vecchio al nuovo regime può avvenire senza alcuno di quei contrasti e problemi che avevano complicato la situazione nel 1848. Non gli sfugge tuttavia, e lo rileva per non incorrere nell'accusa di parzialità nelle sue testimonianze, la dif­ferenza tra l'atteggiamento della popolazione cittadina, entusiastica, volenterosa e piena di iniziative, e quella delle campagne, trincerala in nna posizione di neu­tralità riservata. Egli attribuisce il fatto, in parte all'influenza dei clero ispirato da Roma, in parte alla politica del regime austriaco che favoriva la classe rurale in genere per farsene un'arnia contro la nobiltà liberale e la borghesia citta* dimvW
Ma ben presto, terminata la breve parentesi pacifica dedicata all'osserva­zione della vita lombarda, l'attenzione del giornalista deve concentrarsi sui de­cisivi avvenimenti della battaglia di Solferino e le sue conseguenze. Come già per la battaglia di Magenta, egli ha cura di offrire, dopo una chiara descrizione topografica della zona e delle posizioni occupate dai due eserciti, una ricostru­zione fedele dei vari particolari della battaglia, riassumendo in una prima pun­tata quanto ha potuto personalmente osservare sull'ala destra, e completando, in una. seconda, la relazione con gli avvenimenti nelle altre parti del fronte, ivi compresa l'azione delle forze sarde a San Martino. Segnala l'alto numero dei morti e feriti e la generosa assistenza che la popolazione civile di Brescia ha dato nel raccogliere e ricoverare le vittime nelle proprie case.
All'indomani della battaglia gli appare ancora difficile valutarne la vera portata, ma mentre addita le cause principali della disfatta austrìaca la lunga linea del loro fronte, l'assenza delle riserve nella fase determinante e la netta superiorità dell'artiglierìa rigala francese3) - - non può passare sotto silenzio tf si vede che il fatto aveva subito sollevato critiche la strana esitazione del­l'alto comando francese a cogliere i frutti della vittoria inseguendo il nemico
l> Tìie Time*, 23 giugno, p. 7.
2) Ibidem. In una corrispondenza successiva l'Éber si dilungherà nella trattazione delle condizioni cconomico-gìuridichc delle classi rurali in Lombardia, per dimostrare che gli oneri dei tributi e i rischi degli in vernimeli ti gravavano quasi esclusivamente sul grandi proprietari terrieri e far notare ancora l*ndiffercnza politica dei contadini. {The Times, 11 luglio, j... 9).
3) CEr. P. PIEBI, op. cft., p. GIS. Thè Timea, 4, luglio, p. 6, 6 luglio, p. 10. (Lettere da Cavriana, 25 giugno, Pozajlengo, 26 giugno. Cavriana, 27 giugno).