Rassegna storica del Risorgimento
?BER FERDINANDO; GIORNALI GRAN BRETAGNA 1859-1860; <
> 18
anno
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1973
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224
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224 p ,j Magda Jàszay
oltre il Mincio. Cerca di spiegarla con lo stato di esaurimento delle truppe, così duramente impegnate nella giornata del 24 giugno. ') Ciò nondimeno, nei giorni successivi, mentre si chiede quali potranno essere gli ulteriori sviluppi della guerra, non si azzarda a pronosticare la vittoria alleato. Trova, infatti, che dalla parte degli Austriaci sta il vantaggio numerico e la forte posizione strategica, mentre l'esercito francese, superiore quanto alla direzione, l'organizzazione e la disciplina, incontra serie difficoltà per la lontananza delle basi di rifornimento. Ma il criterio più sicuro per formulare un giudizio circa la capacità dei due eserciti è per lui il diverso carattere degli uomini che li compongono: ...the French and Piedmontese are nalional armies, while that of Austria is merely the result of an elaborate military organisation 2. I primi sanno di lottare per il proprio paese, mentre i soldati della monarchia absburgica appartengono a nazionalità diverse estranee a quella austriaca. Il merito di aver saputo fondere questa massa eterogenea è da attribuirsi allo spirito di corpo degli ufficiali, considerati come una casta sociale privilegiata, in cui la comune devozione all'imperatore predomina sul sentimento nazionale.2)
Il sopravvenuto armistizio, mentre nell'esercito francese si era in attesa di un nuovo grosso scontro, avrebbe lasciato senza soluzione la questione della superiorità tra i due avversari; appariva comunque chiaro fin dal principio al Quartiere Generale francese che esso era conseguenza della battaglia di Solferino e che la prima iniziativa era partita dall'imperatore d'Austria. Dopo averne dato il preannunzio in una lettera del 5 luglio da Veleggio, segnalando l'arrivo, il giorno 3, di un parlamentare latore di una lettera autografa di Francesco Giuseppe a Napoleone, l'Éber riferiva fedelmente, nei giorni successivi, sulle prime reazioni e le varie congetture che egli andava via via raccogliendo. In un primo momento, mentre si era ancora all'oscuro delle condizioni dell'accordo, l'impressione dominante era la soddisfazione: si trovava che Napoleone avesse fatto bene i suoi conti se otteneva con sacrifizi relativamente modesti la liberazione d'Italia. L'armistizio sarebbe stato vantaggioso per entrambe le parti, in quanto permetteva la riorganizzazione e il rifornimento dei due eserciti.3) Ma, dopo la firma della tregua che fissava la linea di demarcazione in base al territorio effettivamente occupato dalle forze delle due parti, comincia ad affiorare il dubbio che l'Austria non fosse disposta a rinunciare a tutti i suoi domini italiani. L'Éber denunzia lo scontento generale in seno all'esercito alleato: i Piemontesi temerebbero di apparire come se avessero fatto la guerra solo per annettere la Lombardia; i Francesi, invece, poco entusiasti della campagna al suo inizio, avrebbero nella maggioranza finito con l'adottare l'idea napoleonica circa la missione da compiere per la liberazione completa dell'Italia dal dominio austriaco, e si sentirebbero frustrati dalla brusca interruzione della guerra.4)
Ben diverso dal linguaggio distaccato del giornalista che scrive per il pubblico è il tono amaro della lettera privata del patriota, deluso nelle sue speranze proprio quando esse promettevano di realizzarsi; tipica della mentalità degli esuli, tutti concentrati nei loro pioni di redenzione della patria, è la tendenza ad attribuire un ruolo determinante negli avvenimenti internazionali alla propria azione politica. Ecco infatti l'Éber confidare all'amico che a suo parere fu so-
) The Times, 7 luglio, p. 9.
2) The Times, Il luglio, p. 9.
3) The Times. 14 luglio. Lettera da V'aleggio, dal 7 luglio 1859. A) The Times, 15 JtigHo. p. 9. Lettera da Veleggio, dui 9 luglio.