Rassegna storica del Risorgimento

?BER FERDINANDO; GIORNALI GRAN BRETAGNA 1859-1860; <> 18
anno <1973>   pagina <229>
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Giornalismo e azione: F. Éber
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ÀI suo arrivo a Genova, il 4 maggio, l'Éber trova che la spedizione è già decisa, ma constata che, oltre alla difficoltà da trovare fondi e armi, i garibaldini non hanno neppure un preciso piano prestabilito. Nel suo colloquio col generale, che dichiara di voler sbarcare nei pressi dì Trapani, l'Éber suggerisce un golfo tra Mazara e Girgenti, zona che egli ritiene poco controllata dai Napoletani, e che permetterebbe ai Mille di gettarsi in montagna. Da parte sua egli si propone di suggerire allo Hudson di inviare navi britanniche al posto dello sbarco perché possano essere di aiuto ai volontari. Egli pensa di partire imme­diatamente per Napoli e attendervi le notizie che Tiirr spera di mandargli tra­mite i consoli inglesi in Sicilia. Avrebbe raggiunto la zona dell'insurrezione non appena informato che i garibaldini erano riusciti nel loro ardito piano.l)
Dovrà, però, sormontare vari ostacoli prima di poter arrivare a Palermo. Le autorità napoletane in un primo tempo gli rifiutano il passaggio nell'isola. Nell'attesa egli fa una corsa a Roma Hudson lo aveva intanto munito di un passaporto inglese e, tornato a Napoli, riesce finalmente, il 22 maggio, a rag­giungere Messina. Le informazioni circa l'impresa dei garibaldini restano sem­pre molto vaghe: le comunicazioni postali con le zone controllate dagli insorti sono interrotte e il governo vigila, per impedire la circolazione di notizie che filtrano solo per canali privati. I primi comunicati stampa sullo scontro di Ca-latafimi, di provenienza napoletana, parlano della disfatta della banda di filibu­stieri >; il Times stesso non può basarsi, per soddisfare la viva curiosità dei suoi lettori, che sulle informazioni inviate da Torino e su qualche authentic ac­count da Palermo, in data 16 maggio, sulle tappe dei Mille. Ma, anche se sprov­visto di dati sicuri e incerto circa l'esito dell'impresa, il giornale tributa la sua incondizionata simpatia e ammirazione all'eroe popolare il quale, se riuscirà, potrà essere il "Washington d'Italia . Il popolo d'Inghilterra scrive l'edito­riale del 22 maggio ivi compresi tutti i partiti politici, è esultante: senza domandarsi a quali complicazioni internazionali, a quali nuovi sconvolgimenti europei l'azione di Garibaldi potrà condurre, è lieto della prospettiva di una prossima caduta della detestable tyranny del re di Napoli.
Nella sua breve sosta a Messina, anche l'Éber potè convincersi dell' odio disprezzo e abominazione inveterata che tutte le classi, indistintamente, pro­vano per il regime borbonico. 2> Il 23 maggio, finalmente, il corrispondente spe­ciale, grazie all'intervento del console inglese Richards, riuscirà a imbarcarsi sul piroscafo inglese Vulture diretto a Palermo. Giunti in vista del golfo, i passeg­geri, emozionati, scrutano con i cannocchiali la catena dei monti circostanti, nella speranza di vedervi apparire i garibaldini, che le indicazioni danno in prossi­mità della città. La notte, infatti, si scorgono tutto intorno i fuochi di bivacco accesi dalle squadre degli insorti. La capitale siciliana ha tutto l'aspetto di città in stato d'assedio, con forze che stazionano nelle piazze attorno al Duomo e al Palazzo Reale, con pattuglie e sentinelle per le strade. Scomparsi, invece, come d'incanto, gli agenti di polizia particolarmente invisi alla popolazione. La quale, come in attesa di un lieto evento, si accalca sul molo e nelle piazze e, quasi sol­levata dalla paura di essere spiata, parla di Vittorio Emanuele e di annessione.3' Se U suo corrispondente aveva fatto alquanto attendere il direttore del Times ansioso di novità, ora questi sarebbe stato largamente ricompensato. Non
*) Éber a Klapka, Genova, 4 maggio 1860. ACS 1. cit.
2) The- Times, 6 ghigno 1860, p. 9. Lettera da Messina, 23 maggio.
3) The Times, 1" giugno, p. 9, Lettera da Palermo, 25 maggio,