Rassegna storica del Risorgimento

?BER FERDINANDO; GIORNALI GRAN BRETAGNA 1859-1860; <> 18
anno <1973>   pagina <235>
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Giornalismo e azione: F. Éber
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sulla costa e il movimento delle navi sulle acque dello Stretto, vedendo accen­derai la sera, sulle alture di Aspromonte, i fuochi della spedizione Mugolino, egli era tutto penetrato dall'importanza del momento e dall'intima soddisfazione di potervi dare il suo personale contributo. Agiva senz'altro sulla sua ferma de­terminazione anche l'influenza dei contatti diretti col condottiero, che lo andava conquistando sempre più. Ne poteva apprezzare la profonda umanità nella com-mossa accoglienza da lui data ai vecchi compagni dei Mille giunti a Messina il 29 lugl io con la colonna Éber, o nella paziente comprensione con cui ascoltava chiunque si rivolgesse a lui, ffl e il genio militare che si dimostrava, durante i consigli di guerra, nell'attitudine del generale a prendere sempre l'iniziativa, a decidere prontamente vincendo l'esitazione degli altri e sul campo di batta­glia dove Garibaldi gli pareva, più che comandante in capo, l'aiuto a tutti nei momenti difficili, presente sempre nei punti di maggior pericolo e animatore di tutte le battaglie. Era preso di ammirazione per l'abilità strategica del gene­rale che, nell'impossibilità di tener segreti gli obiettivi delle sue azioni, le pre­parava scopertamente salvo poi a metterle in esecuzione in un momento e in una maniera inattesa, cogliendo di sorpresa l'avversario.2)
Oltre alla devozione al capo e alla causa che egli propugnava, vi era poi an­che una speranza che nelle conversazioni quotidiane con i colleghi e amici, ufficiali dell'esercito e giornalisti, dal Tnrr, reduce dal Nord Italia, al Dumas, al Du Camp, alla Mario, si stava delineando sempre più nettamente in lui come negli altri: il passaggio sul continente non sarebbe stato che l'inizio del cammino trionfale che avrebbe irresistìbilmente condotto i garibaldini fino a Roma, fino a Venezia.3) Una volta entrata in campo anche l'Austria, si sarebbero riaperte per gli esuli ungheresi tutte le prospettive che essi avevano visto svanire con l'armistizio dell'anno precedente. Già molti di loro si stavano raccogliendo a Messina, provenienti nella maggior parte dalla legione ungherese costituita du­rante la guerra del '59, ed era in corso d'organizzazione la nuova legione, con un pruno nucleo di un centinaio tra fanti ed ussari, che dovevano far parte della brigata Éber. *' Altri ufficiali magiari servivano nei diversi corpi del­l'esercito nazionale.
E l'Éber, mentre informa Klapka del passaggio di Garibaldi in Calabria e delle previste operazioni di sbarco delle truppe di Tiirr e di Medici, vede già nella fantasia il seguito che egli e i suoi compagni si attendono dal successo
!5 Ibidem. Cfr. MARC MONNIER, Garibaldi, Hìstuire de la conquiste dea Deux Siciles, Paris, 1861, p. 302.
2) The Times, 14 agosto, p. 3.
3.' Il 6 agosto. Bei settimane prima del proclama napoletano di Garibaldi ai volontari che li invitava a raggiungere l'esercito sardo a Roma per marciare insieme contro Venezia, I'Éber scriveva a Messina: t< li is scarcely necessary lo observe, and il would be useless to dissimulate, timi ali litui is done now is only preparatlon for the Mincio and Po. Be-fora begianing the last and decisive slruggle whìuh must muke Italy free tbere must be union of force betweeu the North and the South. How ibis ultimate bone is uppermost in ali minds could be seen a few days ago when tbo rumour sprend tliat the Austrians had crosscd the Mincio. The runiour sprcad like wildfire, and Sìeily and Naples were willhrgJy forgotten in the exeitement o the moment. Every one expecled to be Ied imme-dìately against the Auslriaus . The Times, 17 agusto, p. 7.
4) Iber a Klapka, Messina, 20 agosto 1860. ACS, !. cit. cfr. A. VIGEVANO, La legione ungherese Ut Italia, Roma, 1924, p. 69.