Rassegna storica del Risorgimento

?BER FERDINANDO; GIORNALI GRAN BRETAGNA 1859-1860; <> 18
anno <1973>   pagina <240>
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240 Magda Jàszay
piani dì spedizione, di acquisti e trasporti d'armi verso i confini della Transil-vania e di combinazioni politiche basate sa moti insurrezionali nel Montenegro e in Creda.
Due volte ancora egli sì sarebbe trovato vicino a Garibaldi* consigliere di moderazione e di prudenza e mediatore tra lui e il governo italiano. Nel 1864. in occasione del viaggio di Garibaldi in Inghilterra, si prospettava il pericolo che i radicali democratici sfruttassero la visita per agitazioni politiche che avrebbero danneggiato l'enorme popolarità dell'eroe e messo in imbarazzo il governo inglese e quello italiano; l'Éber fu tra coloro ai quali si ricorse per un'opera di persuasione che riuscì a salvare la situazione. ') Qualche mese dopo, l'Ungherese comparve ad Ischia, mandato da Torino per fare ancora da paciere presso Garibaldi, vivamente contrariato dalla recente protesta, pubblicata sul Diritto dai principali esponenti del Partito d'Azione, contro avventate irruzioni armate in paesi stranieri. L'Éber espose all'eroe irritato e offeso per essere stato sconfessato, tutti i segreti maneggi e contrasti d'interessi che avevano pre­ceduto i suoi preparativi ad Ischia,2) ottenendone alla fine la dichiarazione di riconoscere l'autorità del re e di voler seguire le sue disposizioni sia che lo volesse utilizzare in Italia, sia altrove.3)
Questa seconda alternativa, vagheggiata per anni dagli esuli politici, non doveva mai verificarsi: ma l'Éber e con lui gli altri emigrati avrebbero poi tro­vato conforto nella convinzione che il loro lavorìo costante e tenace, anche se non coronato da successi clamorosi, aveva contribuito ad affrettare una solu­zione che chiudeva quasi un ventennio di lotta contro l'assolutismo absburgico.
MAGDA JASZAY
t) Lettere di Ébcr a Klapka, Londra, 21 marzo, 5 e 14 aprile. ACS I. eit. Sono aiir dato col duca di Sutherland a incontrare Garibaldi. Tutte le persone più influenti qui desi­derano che egli non comprometta la propria, posizione con stupidi discorsi in pubblico e con lettere; io faccio di tutto per contribuire a quest'opera. Finora le cose vanno bene; egli mi ha accollo molto amichevolmente ed ha scritto alcune righe pregando gli amici di non fare alcuna dimostrazione politica . ... Se le cose vanno bene spero che tramite Azeglio si potrà forse operare un ravvicinamento col governo di Torino. Dio lo voglia. (Lettera del S oprile). Cfr. PoUtioa teff-età italiana (1863-70). Torino, 1891, p. 172.
2) Io gli ho spiegato con franchezza corno stavano le cose, rivelandogli la concate­nazione di tutta In questione, la disperazione dei Polacchi, l'interesse di Mazzini a sErut-tarla, ti gusto del re di fare una politica privata, la sua imprudenza e la birbanteria dol suo ambiente, la debolezza del ministero, e il reato che ebbero comò conseguenza di trasci­narlo in un piano che non pub avere se non un seguito ridicolo o infelice . jSber a Klapka, 16 luglio 1864, sul piroscafo La Stella d'Italia, ACS 1. cit.
3) Ibidem. Gto Pólltìeit segreta oit., pp. 178-183.