Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA RELAZIONI DIPLOMATICHE CON LA SPAGNA 1874-1876; SPAGNA S
anno
<
1973
>
pagina
<
241
>
I DOCUMENTI DIPLOMATICI ITALIANI E LA SPAGNA
DAL 1874 AL 1876
La Spagna intorno al 1870 non esercitava più da oltre un secolo nn effettivo peso nella politica europea. Le lotte interne spagnole avevano perso quel carattere di esemplari età che le aveva contraddistinte nel 1820 quando i patrioti italiani ed europei avevano vissuto il loro risorgimento traendo insegnamento ed incoraggiamento dagli avvenimenti spagnoli. Se i diversi partiti politici dell'Europa continentale si ritrovavano ancora quasi tutti nella penisola iberica da cui avevano in parte preso origine, dai legittimisti del diritto divino e dai cattolici integralisti ai moderati e ai radicali fino ai repubblicani, tuttavia essi erano ridotti a camarillas facilmente manovrabili dai caciques o capi locali che in cambio di alcuni privilegi non scritti, organizzavano politicamente il distretto elettorale nell'interesse del governo. In queste condizioni, le convulsioni della vita politica spagnola non sembravano interessare il mondo estraneo alla penisola iberica che a livello di cronaca.1) Tuttavia l'attenzione dei responsabili della politica estera italiana per la Spagna si manteneva intensa, sia perché i sommovimenti repubblicani in quello Stato minacciavano di fornire alimento da oltre frontiera alla predicazione mazziniana,2) sia perché il peso della questione romana imponeva agli uomini di governo un atteggiamento particolarmente sollecito e benevolo verso quella fazione borbonica spagnola, ultramontana, che poteva assumersi da un momento all'altro le difese del pontefice, iniziando davanti all'Europa una campagna d'opinione contro il governo italiano usurpatore del patrimonio di S. Pietro . Mentre si rendeva necessario tener d'occhio la situazione interna spagnola cercando di prevenire le conseguenze che i repentini mutamenti di governo avrebbero potuto recare sulla vita politica italiana, occorreva, al tempo stesso, agire con la massima discrezione per evitare l'ulteriore deteriorarsi delle relazioni tra Italia e Spagna che già dal 1873 erano solo formali. Dopo l'infelice tentativo d'un regno sabaudo, infatti, l'Italia ebbe per più di due anni a Madrid soltanto un reggente di legazione, né la Spagna ebbe un proprio ministro residente a Roma.3)
L'incaricato d'affari a Madrid, Carlo Alberto Ferdinando Maffei, diplomatico di formazione cavouriana, aveva assorbito interamente l'esigenza liberale dello statista piemontese temperandola, però, con la lezione moralistica dell'Azeglio. Politico per riflessione non per istinto, appariva talora poco lucido nella diagnosi dì una situazione perché incline a lasciarsi trascinare dal suo tendenziale pessimismo e dalla sua intransigenza morale. Mancava insomma
i) C. L. SALVATORELLI-, Storta d'Europa dal 1871 al 1914, Milano, s.d., voi. I, p. 245 agg.
2) Cfo. F. CIIABOD, Storia della politica attera italiana dal 1870 al 1896, Bari, 1965, voi. I, p. 385.
3) Cfr. E. DE CESARE, II conte Giuseppe Greppi e i suoi ricordi diplomativi: 1842-1888, Roma, 1919, p. 203.
iZ