Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1914>   pagina <515>
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Qimeppe Mazzini nel pernierò e nell'azione 515
W Piemonte dopo la disfatta di Ktfvara, furono argomento del quale si valse Mazzini per avvalorare il pensiero repubblicano. Queir uomo (che noi chiamavamo il Profeta) profittava della passeggiera impo­tenza della dinastia per denigrarla.
Oon singolare instancabile lavoro, dopo avelie costituito in Lon­dra il Comitato rivoluzionario internazionale, coli'aiuto degli emi­grati dimoranti in Genova,*1 egli costituì in tutte le province d'Italia, Gomitati segreti, i quali esercitavano efficace propaganda, introdu­cendo e diffondendo pubblicazioni patriottiche, il decennio che precedette il 1859, e specialmente il primo triennio di quel periodo, segna il culmine della potenza mazziniana, e della diffusione delle sue idee.
Ciò che turbò Peperà di Mazzini fu la persistenza nella fede repubblicana. Questa forma M governo abbagliava in lui il filosofo, sicché non permise all'alto sito -ingegno di prevedere quanto di poi avvenne. In certi momenti si avvicinava alla monarchia come fece dirigendo nel 1831 una lunga lettera a Darlo Alberto ma tosto l'abbandonava quando il Governo dinastico non obbediva alla sua volontà, ali suoi piani.
"Pel 1857, allorché ancora si gemeva sotto il giogo, ed erano divenute più aspre le sofferenze, con parola altera e profetica, in un suo manifesto, rivolse alla Monarchia, queste solenni parole: Scendete in campo e saremo con voi . Però, giunta nel 1859 l'ora della riscossa, egli infranse il patto, sol perchè alle armi nostre soccorrevano le armi alleate della Francia-, e protestò, come vedremo appressò.
La narrazione particolareggiata dell'opera di Mazzini hi quel tempo della vita di lui,, sempre infiammata dalle più generose aspi­razioni, e anche da illusorie speranze, che gli preparavano dolo­rosi disinganni, è soggetto degno di poema. Uno scrittore il quale abbia vissuto la vita agitata delle <jospirazion( minacciata ogni dì dalla scure del carnefice quelli vita fortificata dalla fede nel destini Iella patria, otìf mirava lo sguardo di Giuseppe Mazzini, senza misurale la (distanza che lo divideva dalla meta lontana rivelerebbe con immagini peregrine e commoventi, la grande po-tettza M pensiero con la quale potè;penetrare dovunque e provo­care la esaltazione del patriottismo.
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