Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA RELAZIONI DIPLOMATICHE CON LA SPAGNA 1874-1876; SPAGNA S
anno <1973>   pagina <242>
immagine non disponibile

242
Anna Maria Milane.
dell'energia scattante dell'uomo d'intuito, del politico per vocazione ed assai spesso la sua linea d'azione ne risultava inceppata. Testimone dal 1873 al 1876 degli eventi spagnoli legati alla prima repubblica, manifestò sempre una sorta di risentimento nei confronti di quel popolo in cui non vide che corruzione nelle alte e basse sfere sociali . Incaricato di difendere gli interessi e la dignità della patria, si arrovellò per tutto quanto gli sembrava diminuire la forza ed il prestigio del proprio Paese e, sentendo ancora vivo il ricordo dell'offesa su* Itila da Amedeo di Savoia, si convinse che l'immaturità del popolo spagnolo, tuttora riconfermata da un'incoerente vita politica, non meritava la lealtà del principe italiano.
Nei due anni della prima repubblica, la Spagna conobbe una vertigine poli* tica senza precedenti, dando fondo a tutte le soluzioni di governo fino a preci­pitare nella frenesia regionalistica sbocco del federalismo pjmargalliano, con* tromarca del Moralismo cantonalista. ' ' Dì fronte a tanti e cosi clamorosi dissidi appariva al Maffei, altrettanto superfluo che imprudente avventurarsi ad addi­tare il corso di eventi che i dissensi politici, le gelosie dei partiti e Io stato di disordine in cui giace il paese rendono completamente incerti.2)
Quando, il 4 gennaio 1874, il generale Serrano, duca della Torre, pose fine con un colpo di mano alla prima repubblica istaurando, prò tempore, una sorta di dittatura militare, il Maffei, come sua abitudine, non espresse un preciso giudizio politico, pur non nascondendo il suo scetticismo nei confronti del nuovo dittatore che rappresentava l'antitesi di quegli ideali democratico-costituzionali in cui credeva profondamente.3) La circostanza la più sfavorevole al Duca della Torre, sembrava ali1 incaricalo d'affari italiano a Madrid, l'assenza di prestigio personale con la quale il Duca prendeva le redini del Governo, ma in realtà la figura del vecchio generale non era priva di fascino e per i trascorsi romanzeschi e per le sue glorie militari. Mancava piuttosto di capacità politiche sufficienti per impugnare saldamente il potere. Quello, infatti, che era un uomo d'azione per eccellenza, una volta al potere, diventava irresoluto e deferente alla volontà altrui non osando mai contrariare il voto della maggioranza. Soste­nuto dall'esercito e dalle forze dell'alta borghesia liberale, Serrano, formato il nuovo governo, sciolse le Cortes, annunciando che sarebbero state riconvocate solo quando, soddisfatte le esigenze dell'ordine, potesse funzionare liberamente il suffragio universale;4' sospese inoltre le garanzie costituzionali sempre al fine di arginare il disordine e l'anarchia dilaganti. L'8 gennaio il potere esecu­tivo indirizzò alla nazione un manifesto in cui giustificava il colpo di Stato specificando che i partiti che ora stavano al potere avevano fatto la rivolu­zione del 1868 e la Costituzione del 1869 e non condannavano o distruggevano la loro opera, ma intendevano saldamente riconfermarla pur attraverso le modi­fiche intervenute mediante l'abdicazione di Amedeo di Savoia e la proclama­zione della Repubblica .5)
0 Cfr. J. VtCBNS VIVES, Profilo della storia di Spagna, Torino, 1966, p. Ì44.
2) A. Maffei a Visconti Vcnostu. rapporto in arrivo 28-X11-1873, ri. 417 in Archivio Sto­rico Minuterò Affari Esteri [A.S.M.A.IS.], Serie politica (1861-1887), pacco n. 1418.
3) Maffei a Visconti Venosta, rapporti in arrivo del 4, 7 gennaio 1874 mi. 421, 422, in AJ5.MA.E., S.p. cit., pacco 1419.
*) Maffei a Visconti Venosta, rapporto in arrivo del 9 gennaio 1874, n. 424, in AJ3.M.A.E., S.p. cit., pacco cit.
5) Maffei a Visconti Venosta, rap. in arrivo del 9 gennaio 1874, n. 424, in A.S.MAJS., S.p. cit., pacco cit.