Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA RELAZIONI DIPLOMATICHE CON LA SPAGNA 1874-1876; SPAGNA S
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1973
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L Italia e Spagna 1874-1876 243
La minaccia più grave per il governo Serrano era costituita dai cartisti più che mai in forze nel nord della penisola dove l'equa ripartizione delia terra e le regolari precipitazioni atmosferiche avevano favorito lo sviluppo di una categoria di contadini e piccoli proprietari sufficientemente indipendenti e consapevoli dei propri interessi al punto di insorgere facendo causa comune con i car-listì nemici tradizionali del liberalismo contro la politica accentratrice dei liberali stessi che minacciavano i loro fueros. ' ' La recrudescenza del carli-smo appariva anche connessa con il carattere provvisorio ed ambiguo del governo Serrano che un eminente uomo politico spagnolo E. Castelar aveva definito una dittatura militare dentro la repubblica .2) Era noto infatti che i carlisti per principio, non avrebbero mai ceduto le armi finché fosse stata in vigore la forma repubblicana mentre, come sottolineano le fonti diplomatiche italiane, apparivano disposti ad entrare in trattative coll'esercito se si fosse pronunciato a favore della monarchia.3)
A Don Carlos e ai suoi seguaci campioni dell'ncien Regime e delle tradizioni più autentiche della Spagna, si contrapponeva nell'intricato contesto della politica spagnola, l'internazionale anarchica e il mito egualitario bakuni-niano. I due estremismi, favoriti dalla sostanziale debolezza del governo, potevano considerarsi sullo stesso piano in quanto volti entrambi alla negazione radicale dell'ordine costituito e alla mobilitazione violenta delle masse. Ma la principale differenza tra di essi consisteva nel fatto che mentre gli anarchici tentavano di creare un mondo nuovo, i carlisti nella misura in cui non furono un movimento rurale limitato al nord della Spagna, apparivano volti unicamente al passato rifiutando tutti gli sviluppi storici dell'ultimo secolo.4)
Tuttavia per il momento il pericolo rosso appariva meno grave di quello nero e Serrano potè ordinare la soppressione definitiva dell'Internazionale senza che nulla facesse supporre che se ne sarebbe parlato ancora. Lo stesso incaricato d'affari italiano a Madrid non considerò l'evento degno di citazione alcuna, dando prova, anche in questa circostanza, della sua scarsa lungimiranza politica.
I carlisti, invece, possedevano una forza di penetrazione che non accennava a diminuire anche se la causa del pretendente aveva perso, in questi anni, adesioni tra i grandi spagnoli e l'alto clero, divenuti fautori di una restaurazione alfonsina. Col volgere dei mesi la situazione non migliorava per l'esercito repubblicano che non aveva forze adeguate da opporre ai carlisti, finché, dopo la seria ripulsa toccata all'esercito del Nord nel suo movimento contro il fortissimo terreno occupato dai carlisti intorno a Bilbao, il duca della Torre decise di intervenire di persona sul campo di battaglia . 5) Approfittando in tal modo dei gravi frangenti bellici, per farsi nominare capo dell'esecutivo con pieni poteri6) -realizzava il progetto, da tempo perseguito, di ottenere un posto suoi G-. BBENAN, Storia della Spagtut: Ì8?I36, Torino, 1970, p. 193 sgg.
2) Maflei a Visconti Venosta, rnj. cit. del 4 gennaio 1874, in A.S.M.AJE.
3) Ma/Tei a Visconti Venosta, rap. in arrivo del 10 aprile 1874, n. 454, in A.S.M.A.E.. S.p. cit., pacco cit.
) G. BJUWAN, op. cit,, pp. 129 sgg 201 sgg.
5) Ma/Tei a Visconti Venosta, rap. in arrivo del 28 febbraio 1874. n. 440. in A.S.M.A.E., S.p. cit.. pacco cit.
6) Vedi articoli della Costituzione del 1* luglio 1869 citati nel decreto del 26 febbraio 1647 col quale il duca della Torre assume il potere supremo di Capo dello Stato, allegato in Maffoi a Visconti Venosta, rap. in arrivo dei 1 marzo 1874, n. 441, in A.S.M.A.E., S.p* cit., pacco cit.