Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA RELAZIONI DIPLOMATICHE CON LA SPAGNA 1874-1876; SPAGNA S
anno <1973>   pagina <246>
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Anna Maria Milane
tra le medie e alte classi.1) Serrano incapace di risolvere in concreto il pro­blema della forma di governo, si barcamenava tra ì repubblicani e i fautori del mantenimento integrale della costituzione da un lato, e i monarchici sem­pre più forti e numerosi dall'altro, nutrendo, secondo alcuni, la segreta ambi-zione di cingere il proprio capo colla corona rifiutata da Espartero . 2>
Anche in politica estera la Spagna si trovava in una difficile posizione. La Germania, dopo aver reso più profondo il solco di inimicizia tra la Spagna e la Francia, sembrava ora disinteressarsi degli affari della penisola.3) Gli Stati Uniti avevano a loro volta seri motivi di contrasto con la Spagna a proposito di Cuba e nessuno dubitava che sarebbero intervenuti, qualora i Cubani insorti contro lo scandaloso governo di Madrid non avessero ottenuto l'autonomia.4) L'Italia stessa, infine, aveva avuto motivo di lamentarsi della Spagna appren­dendo che il ministro spagnolo presso gli Stati Uniti, nell'ano di presentare le credenziali al presidente Grant aveva pronunciato un discorso in cui per estol­lere l'odierna dittatura non esitò a lanciare la più amara e infondata accusa contro il principe italiano [Amedeo di Savoia], dicendo die tutti i mali della Spagna erano derivati dall'essere stata abbandonata in mezzo alla sua ricosti­tuzione politica e sociale dal supremo magistrato che aveva eletto per reggersi e governarsi col carattere dì perpetuità radicata nelle sue gloriose tradizioni e nelle sue abitudini secolari... .5)
Nell'anniversario del colpo di Stato il nodo gordiano della situazione politica appariva all'incaricato d'affari italiano più che mai intricato: All'in-fuori del cantonalismo domalo, nessun passo è stato fatto verso il compimento delle promesse degli attuali governanti nell'assumere il potere... L'Europa ha riconosciuto la Spagna... ma nessuno ignora la poca portata che ciò ebbe sulla politica interna del governo... Né il carlismo è efficacemente combattuto ne è lecito rallentare nella benché minima parte, le restrizioni che chiudono l'adito alla più acerba opposizione la quale, senza il durissimo sistema dittatoriale ora in vigore, irromperebbe su lutti i punti. Da ogni lato il futuro tiene in serbo minacce. Il partito alfonsista giudicato l'istante favorevole va naturalmente molto agitandosi... . 6)
Al Maffei, pur cosi preciso nella registrazione dei fatti, sembra, però, sfug­gire che fu Serrano slesso, ormai consapevole della scarsa credibilità po­litica del suo governo, a spianare la strada verso la restaurazione. Pur cono­scendo, infatti, i piani degli alfonsini e sapendo che anche quanti volevano che la restaurazione sì compisse legalmente avrebbe accettato le conseguenze di un colpo dì Siato, Serrano non volle reprimere la cospirazione realista e, ai primi di dicembre, si allontanò da Madrid per assumere di persona il comando delle operazioni contro il fronte carlista.
1) CU. in Maffei a Visconti Venosta, rap. in arrivo del 27 settembre 1874, n. 512, in A>SJVI.A.E., S.p. cit., pacco cìt.
2) Rap. cit- del 27 settembre "74, n. 512.
3) MaflVi Visconti Venosta, rap. in arrivo dal 9 novembre 11)74, n. 524. in A.S.M.A.E.. S.p. cit., pacca cit.
*) Maffci a Visconti Venosta. rai. La arrivo del 18 dicembre 1874, n. 529. in A.5.M.A.E., S.p. cit., pacco cit.
5) Mafie! a Visconti Venosta, rnp. in arrivo del 19 ottobro 1874, n. 519, in A.S.M.A.E., S.p. cit-, pacco cit*
) Mnffei a Visconti Venosta, rap. in arrivo del 9 novembre 1874, n. 524, in A.S.M.A.E., S.p. oitM pacco cit.